Dalla narrativa alla realtà, passando per l’intelligenza artificiale, la disinformazione e il futuro che ci aspetta. È stato un confronto ampio, quello con Gianni Riotta, ieri sera ai Giardini di Palazzo d’Avalos per la data extra del Vasto d’Autore Festival. Il giornalista e scrittore ha presentato Generose anime di eroi, il suo nuovo romanzo pubblicato da Mondadori, dialogando con il magistrato vastese Bruno Giangiacomo, per otto anni presidente del Tribunale di Vasto e oggi in servizio alla Procura generale della Corte d’Appello di Roma.

Riotta, che nella sua lunga carriera è stato anche direttore del Tg1 e del Sole 24 Ore, ha spiegato la scelta di affidarsi questa volta alla narrativa. «Non ho voluto scrivere un saggio, ma un romanzo per provare a prevedere cosa accadrà, anche forzando».
Il libro costruisce una trama tra guerre, terrorismo, politica internazionale e nuove tecnologie. Al centro c’è anche un sistema di intelligenza artificiale capace di prevedere gli eventi futuri, elemento che ha offerto lo spunto per riflettere sui cambiamenti già in atto nella società.
E proprio sull’intelligenza artificiale Riotta ha lanciato una riflessione particolarmente netta, parlando del rapporto tra tecnologia, dati personali e libertà individuale: «L’intelligenza artificiale deciderà la nostra vita e anche la nostra morte».
L’appuntamento di ieri ha chiuso il calendario 2026 del Vasto d’Autore Festival, organizzato da Angelozzi Comunicazione in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Vasto. Resta ora da recuperare l’incontro con Monica Maggioni, rinviato agli inizi di luglio per motivi personali.







