Il nodo della dinamica dell’incidente di San Salvo, sotto esame telecamere e veicoli

Si lavora per ricostruire le cause del terribile incidente che ha portato via Claudio Santavenere di 16 anni e la zia Annabella Cerbone di 23 lasciando su un letto d’ospedale altri tre giovanissimi, dei quali uno ancora in coma farmacologico. Lo scontro è avvenuto intorno alle 2 di venerdì 4 settembre, in via Grasceta, alle porte di San Salvo: un impatto tremendo tra la Fiat Grande Punto guidata dalla 23enne, con a bordo il nipote e altri due amici 19enni del posto, e la Fiat Bravo condotta da un 20enne residente a Casalbordino, A.M., da solo in auto. 

Annabella Cerbone e Claudio Santavenere

L’impossibilità di ascoltare i tre feriti, tutti ricoverati negli ospedali di Chieti e Pescara in condizioni serie, ha reso difficile sin da subito la ricostruzione di quanto accaduto; dopo lo scontro frontale, entrambe le auto erano rivolte in direzione San Salvo sulla corsia per la città. Per questo, nell’attesa, si cercheranno elementi utili dagli altri accertamenti.

Sono state visionate le telecamere presenti in quella zona. Risposte si attendono, poi, dall’analisi dei due veicoli sequestrati: punti di impatto e velocità in particolar modo. Quest’ultima, dato l’esito tragico, secondo chi indaga, ha avuto un ruolo fondamentale nella tragedia. L’esame su tasso alcolemico e tossicologico dell’autista 20enne hanno dato esito negativo.

Al momento non ci sono indagati per omicidio stradale. La procura della Repubblica di Vasto, che coordina le indagini, ha disposto l’autopsia sulle due salme che si terrà martedì 8 settembre nell’obitorio dell’ospedale di Chieti.

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