Vasto si candida a sede del Parco della Costa dei Trabocchi. Polemiche in aula sui vincoli ambientali

Vasto si candida a ospitare la sede del futuro Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. È uno dei punti contenuti nella delibera approvata questa sera dalla maggioranza di centrosinistra al termine di circa quattro ore di discussione in Consiglio comunale.

L’aula Vennitti ha approvato le osservazioni da inviare al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica entro il 29 settembre, termine entro il quale i Comuni interessati possono presentare proposte di modifica alle norme previste per l’istituendo Parco. In quella fase sarà definito anche il perimetro dell’area protetta.

Nel documento approvato dal centrosinistra, oltre alla richiesta di individuare Vasto come sede dell’Ente Parco, si chiede un allentamento dei vincoli per consentire lo svolgimento e lo sviluppo delle attività produttive e turistiche.

Sono state accolte anche le osservazioni presentate da Coldiretti e Confcommercio centro-meridionale.

Il confronto più acceso ha riguardato proprio l’estensione del futuro Parco sul territorio comunale. Secondo le previsioni dell’Ispra, confermate dalla sentenza del Tar Abruzzo che ha accolto il ricorso del Wwf, l’area protetta comprenderebbe 1560 ettari di territorio di Vasto.

Su questo punto Fratelli d’Italia ha presentato una risoluzione, illustrata in aula dal consigliere Vincenzo Suriani e respinta con 10 voti contrari e 5 favorevoli. «La perimetrazione proposta interessa aree turistiche, ricettive e di servizio», ha sostenuto Suriani, chiedendo di evitare «sovrapposizioni tra aree di tutela ambientale e aree già fortemente antropizzate».

La proposta dell’opposizione chiedeva quindi lo stralcio dalla perimetrazione delle aree produttive e industriali, portuali e retroportuali.

La maggioranza ha invece approvato il proprio documento, scegliendo di sostenere l’istituzione del Parco ma chiedendo modifiche alle norme e ai vincoli per evitare ricadute sulle attività economiche e turistiche. E, soprattutto, avanzando la candidatura di Vasto a futura sede dell’Ente Parco.

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