Istituzione del Parco della costa teatina, Wwf: «Rispettare i termini fissati dal Tar»

Tra poco più di 20 giorni scadrà il termine di 90 giorni fissato dalla sentenza del Tar di Pescara che, accogliendo il ricorso promosso dal Wwf Italia, ha finalmente sbloccato l’iter istitutivo del Parco nazionale della Costa teatina. Il tribunale amministrativo ha quindi disposto l’obbligo del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica di concludere la fase procedimentale con la delimitazione provvisoria del Parco, l’adozione delle misure di salvaguardia e la costituzione del soggetto di gestione provvisoria dell’area protetta. Se il ministero non dovesse provvedere entro il termine fissato dal giudice amministrativo, la sentenza dispone la nomina di un commissario ad acta.

In questi giorni la Regione e i 19 Comuni coinvolti nel perimetro indicato da Ispra stanno predisponendo le osservazioni al perimetro e alle misure provvisorie di salvaguardia proposte dal Mase.

«Spiace vedere come, ancora una volta, si sia rinunciato a coinvolgere i soggetti portatori di interessi generali come il Wwf e le altre associazioni ambientaliste e ci preme ringraziare pubblicamente invece l’amministrazione comunale di Tollo, unico ente coinvolto nella perimetrazione ad averci invitato a un confronto, e anche il Comune di Frisa che ci chiede di partecipare a una assemblea sulla eventuale annessione del suo territorio al Parco – dice Filomena Ricci, delegata per l’Abruzzo del Wwf Italia – In ogni caso, è importante ricordare che nella fase attuale non è possibile stravolgere né il perimetro ipotizzato dall’Ispra e dal ministero, né la normativa di salvaguardia delineata dalla legge quadro sulle aree naturali protette. È sicuramente un bene che gli enti locali, che ben conoscono il territorio, suggeriscano aggiustamenti e rettifiche, ma non potranno essere accettate modifiche sostanziali che, eventualmente, potranno intervenire, sempre garantendo la tutela di specie e habitat, solo in fase di perimetrazione definitiva e approvazione del Piano del parco».

La speranza del Wwf Italia è che «si vogliano finalmente mettere da parte gli ostruzionismi senza senso che per più di vent’anni hanno bloccato l’attuazione di una legge dello Stato, principalmente a opera dei presidenti regionali abruzzesi succedutisi in questi anni, i quali pur di bloccare la nascita del Parco sono arrivati a ricorrere persino alla Corte costituzionale. Ostruzionismi portati avanti anche da alcune grandi associazioni di categoria del mondo agricolo che, invece di tutelare gli interessi dei loro rappresentati, hanno diffuso notizie prive di fondamento sul divieto di svolgere attività agricole nei Parchi; affermazioni tutte smentite dalle norme di salvaguardia proposte, ma soprattutto da quanto avviene nelle altre aree naturali protette abruzzesi».

«Un atteggiamento che ha condizionato fortemente la politica regionale e nazionale come testimonia anche l’ultimo, disperato tentativo del senatore Etelwardo Sigismondi che, nel dicembre scorso, ha cercato di bloccare ancora una volta l’iter istitutivo del Parco arrivando addirittura a far approvare alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica uno specifico emendamento nella Legge di bilancio dello Stato. Azione che si è concretizzata unicamente nella modifica del nome dell’Ente Parco in “Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina”, modifica il cui senso è di difficile comprensione, e nell’adozione di un perimetro più ampio di quello definito dal Commissario straordinario nel 2015 (19 comuni per 11.591 ettari, contro 10 comuni per 10.528 ettari della precedente perimetrazione)».

«Speriamo veramente che ora si apra una fase nuova di collaborazione tra Istituzioni per la tutela e la valorizzazione dello splendido territorio della Costa teatina, garantendo da subito la sospensione del rilascio e dell’efficacia di autorizzazioni, concessioni e titoli abilitativi incompatibili con le finalità di tutela del nascente Parco – aggiunge Francesco Cerasoli, presidente del Wwf Abruzzo – Tra poche settimane l’iter istruttorio dovrà essere concluso e ci auguriamo che il ministro Pichetto Fratin nomini nel prossimo Comitato di gestione persone con le necessarie competenze tecniche e gestionali, evitando investiture di carattere puramente politico, magari proprio tra quelli che hanno ostacolato in tutti i modi la nascita del Parco».

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