È ricoverato in coma farmacologico, con prognosi riservata, nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Pescara Diomede Barchiesi, 50 anni, residente a Lanciano e originario di Altino, rimasto gravemente ferito all’alba di sabato 9 agosto sul lungomare di Fossacesia.

L’uomo è stato colpito con un pugno al volto da un 19enne, mentre cercava di riportare la calma durante una lite tra ragazzi nella quale era coinvolto anche il figlio. Il colpo, sferrato alla mandibola, gli ha fatto perdere l’equilibrio: Barchiesi è caduto a terra, battendo violentemente la testa. L’episodio è avvenuto nel parcheggio di un locale, poco dopo l’uscita dei giovani. Sulla vicenda sono al lavoro i carabinieri della Compagnia di Ortona, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e ad accertare le responsabilità.
Intanto si moltiplicano i messaggi di vicinanza alla famiglia. Tra questi quello della Rsa Fim Cisl Stellantis Atessa, che esprime «tutta la nostra vicinanza e il nostro affetto a Diomede Barchiesi, nostro collega della ex Sevel, vittima di un brutale episodio di violenza».
«A Diomede rivolgiamo il nostro più sincero augurio di una pronta e completa ripresa, nella speranza di poterlo vedere presto tornare alla sua vita e ai suoi affetti», scrive il sindacato, che rivolge un pensiero anche alla famiglia, «che in questo momento sta affrontando insieme a lui una prova difficile e dolorosa». «Di fronte a episodi come questo non possiamo rimanere indifferenti. Sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza, soprattutto tra i giovani, che nascono anche da motivi banali: un richiamo, una critica, una parola non accettata. Nulla può mai giustificare la violenza».
Nel messaggio si sottolinea anche l’importanza del confronto e del rispetto: «Il confronto, anche quando è acceso, deve rimanere confronto. Il rispetto dell’altro, la capacità di accettare una critica e il valore della parola devono tornare a essere principi fondamentali della nostra società». La Rsa auspica infine che «chi si è reso protagonista di una violenza così grave venga chiamato a rispondere delle proprie responsabilità e paghi per quanto commesso, nel rispetto della legge e della giustizia». «Forza Diomede. Ti siamo vicini e ti aspettiamo»,











