È ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Pescara un uomo di 50 anni rimasto ferito nella notte alla Marina di Fossacesia mentre cercava di sedare una lite tra giovani, nella quale era coinvolto anche il figlio. L’uomo sarebbe stato colpito al volto con un pugno, che gli ha provocato la frattura della mandibola.
Sull’episodio, avvenuto nelle prime ore del mattino, sono in corso le indagini dei carabinieri della Compagnia di Ortona, chiamati a ricostruire la dinamica della vicenda e ad accertare eventuali responsabilità. Il cinquantenne, dopo essere stato soccorso, è stato trasferito all’ospedale di Pescara, dove si trova ricoverato.

L’episodio ha suscitato forte preoccupazione a Fossacesia. L’Amministrazione comunale esprime «profondo dolore e forte preoccupazione» e manifesta la propria vicinanza all’uomo e alla sua famiglia, invitando al tempo stesso la cittadinanza a evitare «giudizi, ricostruzioni premature e ogni forma di generalizzazione».
Il sindaco Enrico Di Giuseppantonio sottolinea: «Sono profondamente addolorato per quanto accaduto questa notte a Fossacesia. Il mio primo pensiero va alla persona che sta lottando per la vita e alla sua famiglia, alla quale rivolgo la vicinanza mia e di tutta Fossacesia».
«In questo momento dobbiamo avere rispetto e fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. È importante che siano gli accertamenti a ricostruire con precisione quanto è accaduto e a stabilire eventuali responsabilità, senza alimentare giudizi o ricostruzioni premature», aggiunge il sindaco.
Di Giuseppantonio richiama anche il contesto nel quale è maturato l’episodio: «Quella di ieri sera doveva essere una serata di festa e di incontro, un momento di socialità soprattutto per tantissimi giovani che erano nella nostra Marina. È ancora più doloroso che si sia conclusa con un episodio così grave».
Il sindaco invita però a non trasformare quanto accaduto in un giudizio sull’intero mondo giovanile. «Proprio davanti a fatti come questo non dobbiamo cedere alla tentazione di criminalizzare un’intera generazione. Dobbiamo invece chiederci cosa possiamo fare di più per i nostri ragazzi».
Da qui l’appello a un impegno che affianchi sicurezza e prevenzione: «La sicurezza è fondamentale, ma accanto al controllo e alla legalità servono prevenzione, educazione, ascolto e presenza. Famiglie, scuola, Comune e tutte le Istituzioni, associazioni, parrocchie e mondo dello sport devono sentirsi parte di una stessa comunità educante».
«Non possiamo occuparci dei giovani soltanto quando accade qualcosa di grave. Dobbiamo esserci prima, nei luoghi che frequentano, ascoltandoli e offrendo loro opportunità, responsabilità e punti di riferimento», conclude Di Giuseppantonio, ribadendo che «la violenza non può mai essere considerata normale» e che la tutela dei giovani e della comunità «è una responsabilità di tutti».









