Gestione idrica, frattura nel campo largo. I sindaci: «L’acqua resti pubblica»

Si apre una frattura nel campo largo sul futuro della gestione idrica in Abruzzo. Venti sindaci di Comuni soci della Sasi prendono le distanze dai consiglieri regionali del loro schieramento per la mancata partecipazione al voto in Commissione sulla proposta di suddivisione del servizio idrico in due sub-ambiti, definendo quella scelta «incomprensibile».

L’acquedotto del Verde a Fara San Martino

In una nota i primi cittadini esprimono «profondo stupore e netta disapprovazione» per quanto accaduto, ribadendo che la divisione del territorio regionale in due sub-ambiti rappresenta «l’unica strada» per garantire la gestione pubblica dell’acqua e un’adeguata partecipazione dei territori. Ricordano come la proposta sia il risultato di un percorso condiviso, sviluppato per mesi attraverso incontri e tavoli tecnici, con il coinvolgimento anche dei consiglieri regionali di riferimento del campo largo. La stessa posizione, spiegano, era stata ribadita nell’ultima assemblea della Sasi, dove si era registrata una convergenza anche con i colleghi sindaci di centrodestra.

«L’acqua è un bene comune di tutti e deve rimanere saldamente a gestione pubblica», sottolineano, ricordando anche lo studio tecnico depositato dall’Ersi in Regione, nel quale viene confermata la fattibilità e la preferenza per la suddivisione dell’Abruzzo in due sub-ambiti.

«Non riusciamo a comprendere le ragioni che hanno spinto i nostri consiglieri regionali di riferimento ad abbandonare l’aula al momento del voto, scegliendo di non esprimere alcuna formale posizione e di non sostenere le nostre condivise posizioni», affermano i 20 sindaci. «Ci discostiamo quindi in modo assoluto e categorico da questo comportamento, che non rappresenta la linea dettata dai territori e rischia di vanificare mesi di approfondimento e condivisione». Ribadiscono, infine, che la tutela dell’acqua pubblica e la riorganizzazione in due sub-ambiti restano priorità «irrinunciabili», senza spazio per «tatticismi politici» quando si parla di servizi essenziali per le comunità.

La nota è sottoscritta dai sindaci di Roccascalegna, Palmoli, Montelapiano, Montenerodomo, Pennadomo, Casacanditella, Gessopalena, Canosa Sannita, Civitella Messer Raimondo, San Giovanni Lipioni, Tufillo, Carpineto Sinello, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Schiavi d’Abruzzo, Colledimacine, Sant’Eusanio del Sangro, Altino, Lettopalena e Montebello sul Sangro.

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