È stato a Celenza sul Trigno, nella riva davanti a Canneto, il primo appuntamento di Salvatico, presidio corale per il Trigno, la singolare iniziativa che da luglio a settembre invita a ritrovarsi sulle rive del Trigno, nei territori di Celenza sul Trigno, Roccavivara, Tufillo, Montemitro, San Giovanni Lipioni e Lentella, per tornare ad osservare il fiume per riconoscerne fragilità, cambiamenti e possibilità, e a ricucire con lui un legame di prossimità e di cura.

Sabato 18 luglio, oltre cento persone da Celenza e Roccavivara ma arrivate anche da Vasto, Palmoli, Furci, Montenero di Bisaccia, Tufillo, Liscia, Guilmi, si sono radunate accanto alla scritta di presidio Il Trigno vuole vivere che i cittadini di Celenza, da tempo inquieti per le prese d’acqua che impediscono al flusso, in estate già al minimo, di scorrere, hanno esposto.

Lì, lo studio Racciatti – Rodas (Buenos Aires / Guilmi) ha condiviso alcune tappe del nuovo progetto artistico Cartografia Collettiva delle Risorse in cui la mappatura delle argille selvatiche crea manufatti e relazioni tra persone, saperi, territori. Micaela Del Valle Rasino, entomologa dell’Università del Molise, ha raccontato di farfalle e falene che abitano le rive come preziose sentinelle dell’eco-sistema e della sua biodiversità e indispensabili impollinatrici. La serata ha fatto poi tappa nei begli spazi della Biofattoria Licineto per una cena conviviale allietata dalla musica del cantautore Giordano Gaspari per poi scivolare nella notte di nuovo sul greto del fiume, insieme all’astronomo Fiore de Luise dell’Inaf – Osservatorio astronomico d’Abruzzo, centro di eccellenza internazionale per la ricerca astronomica e astrofisica, l’unico dell’intera fascia adriatica centro-meridionale.


Grazie al telescopio dell’associazione Urania, De Luise ha guidato una straordinaria osservazione della volta celeste che nonostante un po’ di foschia e l’inquinamento luminoso presente purtroppo anche a Canneto, ha permesso di ammirare alcune meraviglie della nostra galassia, fin oltre l’una di notte. «Un’emozionante ritrovarsi insieme tra persone di tutte le età sui sassi, la sabbia e le argille del Trigno, tra arte e scienza, reso possibile dall’impegno organizzativo di una pluralità di persone coordinate da Mario di Nocco di Celenza sul Trigno e Enza Sallustio di Roccavivara. Significativa anche la presenza di molti membri della amministrazione comunale di Roccavivara, da poco insediata, una delle più giovani per età nella valle del Trigno».

Il prossimo appuntamento del presidio sarà stavolta sulla sponda molisana: il 27 luglio a Canneto, a partire dalle 17.30 nell’area detta “Surienza” adiacente al santuario di S. Maria del Canneto, La Scuola dei Piccoli Comuni, in trasferta eccezionale dalla sua sede abituale a Castiglion Messer Marino, animerà un incontro dal titolo Fiume bene comune, con la presenza del suo direttore Rossano Pazzagli e di Nicholas Tomeo, ricercatore Unimol e presidente di Spicco, insieme alle e a gli abitanti della Valle del Trigno. Come in ogni appuntamento di presidio, non mancherà anche l’arte: il 27 ci sarà la poesia del poeta e pastore molisano Carmine Valentino Mosesso, la musica del giovanissimo organettista Samuel Mastracchio e il teatro con la lettura La più piccola di tutti, la selvatica Antigone.
Il presidio è a cura di abitanti, artiste e artisti, scienziate e ricercatori, comitati associazioni e comuni. In collaborazione con il Consiglio di Corso di studi aggregato in Turismo Ambientale e Patrimoniale dell’Università del Molise e il progetto nazionale Atlante delle Rive, ideato da Marco Paolini con La Fabbrica del Mondo e Jole film.












