Allagamenti SS 16, Prospero: «Emersi i compiti del Comune. Sorprende assenza di Menna»

«Dispiace che il sindaco Francesco Menna abbia deciso di non partecipare alla commissione di Vigilanza convocata per fare chiarezza sulle criticità della SS 16 e di via Spalato. Una scelta che sorprende, soprattutto dopo mesi di dichiarazioni pubbliche, accuse ad Anas e toni durissimi. Sarebbe stato utile confrontarsi direttamente con chi è stato pubblicamente accusato e contribuire all’individuazione di soluzioni concrete per la città», a parlare è il consigliere regionale Francesco Prospero dopo la riunione della commissione Vigilanza sugli allagamenti della SS 16 a Vasto Marina (punto affrontato su richiesta dello stesso esponente vastese.

Alla seduta hanno partecipato l’assessore del Comune di Vasto Alessandro D’Elisa e, per l’area tecnica, Eugenio Del Bonifro.
«È stato un confronto rispettoso, tecnico e collaborativo con i rappresentanti di Anas, senza accuse né polemiche – dice Prospero – Un approccio che dimostra come, quando si abbandona la propaganda, sia possibile lavorare nell’interesse della collettività».

Oltre all’asfaltatura delle strade interessate dagli allagamenti e all’intensificazione della pulizia di canali, tombini e pozzetti, dai quali le acque meteoriche trascinano detriti verso la SS 16, il Comune ha reso noto che, circa due mesi fa, ha presentato alla Regione una richiesta di finanziamento di quasi 400mila euro per la realizzazione di opere finalizzate alla mitigazione del rischio idraulico [LEGGI].

«Accogliamo favorevolmente ogni iniziativa diretta a migliorare la sicurezza del territorio e chiederò che il progetto sia attentamente valutato dagli uffici regionali competenti. È giusto, tuttavia, ricordare che la Regione non dispone di risorse illimitate e che ogni euro pubblico deve essere destinato a progetti realmente prioritari e tecnicamente fondati. Sarà quindi necessaria una valutazione rigorosa, nell’interesse dell’intera collettività abruzzese».

Secondo l’esponente vastese, inoltre, Le dichiarazioni della delegazione sollevano alcuni interrogativi nei confronti del sindaco: «Se l’amministrazione riconosce la necessità di intervenire direttamente sulle strade, sul sistema di raccolta delle acque e attraverso nuove opere di mitigazione del rischio idraulico, per quale motivo ha trascorso mesi ad attribuire l’intera responsabilità ad Anas. Resta inoltre una questione di trasparenza: come sono stati utilizzati, nel corso degli anni, gli oneri di urbanizzazione incassati in relazione alle numerose costruzioni sorte in quel comparto? Quali interventi strutturali sono stati realizzati per adeguare la rete di raccolta delle acque a un carico urbanistico progressivamente crescente?».

Da parte sua, Anas, come spiegato anche da D’Elisa [LEGGI], ha manifestato la propria disponibilità a future forme di collaborazione istituzionale e ha sollecitato il Comune a dotare le quattro strade interessate di adeguate cunette e sistemi di raccolta delle acque, oppure a garantirne una manutenzione costante, così da evitare il ripetersi di situazioni di serio pericolo per la circolazione.

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