«Il prolungarsi sine die del blocco della viabilità rischia di infliggere il colpo di grazia a un’economia locale già fortemente provata». Confesercenti Abruzzo e Molise torna a sollecitare interventi urgenti dopo il crollo del ponte sul Trigno, chiedendo alle istituzioni un tavolo di crisi permanente, ristori economici per le imprese e un’accelerazione delle procedure che consentano di avviare gli interventi sull’infrastruttura.
Le richieste sono contenute in una nota inviata dai presidenti regionali Daniele Erasmi e Antonio D’Ambrosio ai presidenti delle Regioni Abruzzo e Molise, Marco Marsilio e Francesco Roberti, agli assessori regionali competenti, ai presidenti delle Province di Chieti e Campobasso, ai sindaci di San Salvo e Montenero di Bisaccia, alla direzione territoriale dell’Anas e, per conoscenza, alla Procura di Larino.
Secondo l’associazione, il blocco della viabilità lungo una delle principali arterie di collegamento tra Abruzzo e Molise sta provocando «danni economici incalcolabili», con pesanti ripercussioni sulle attività del commercio, del turismo, dell’artigianato e dei servizi. Le deviazioni imposte alla circolazione, evidenzia Confesercenti, comportano un aumento dei costi di trasporto, una riduzione dei flussi turistici e un crescente isolamento delle attività economiche delle aree di confine.
Pur ribadendo la piena fiducia nell’operato della magistratura, l’associazione sottolinea la necessità di conciliare le esigenze investigative con quelle del territorio. Per questo chiede alle Regioni Abruzzo e Molise di promuovere un tavolo di crisi interregionale permanente con Anas, Comuni e rappresentanze di categoria, finalizzato a individuare percorsi alternativi e misure di sostegno economico per le imprese più penalizzate.
Nella nota viene inoltre sollecitato un confronto con l’autorità giudiziaria per verificare la possibilità di un dissequestro parziale o condizionato dell’area, oppure di procedure che consentano ai tecnici di avviare la progettazione e i primi interventi di messa in sicurezza nel rispetto delle indagini in corso. Alla Procura di Larino viene infine chiesto di valutare ogni possibile accelerazione delle perizie tecniche, compatibilmente con le esigenze investigative, per consentire la restituzione dell’area agli enti gestori.
«Le imprese non possono più aspettare». In assenza di un cronoprogramma certo e di risposte concrete, l’associazione annuncia di essere pronta a promuovere iniziative di protesta a tutela dei propri associati.







