Nel periodo delle prime ondate di calore estive, a Cupello è sparita la pineta della villetta comunale. Dieci grandi alberi sono stati tagliati in virtù del progetto di riqualificazione che coinvolge l’arena comunale e l’area sovrastante.
Il taglio ha suscitato un’ondata di incredulità in paese visto che tra quegli alberi si cercava refrigerio e che, grazie alla presenza dei giochi, tante generazioni vi hanno passato ore di spensieratezza.

«C’era una volta pinetina»
La questione ha inevitabilmente agitato anche la politica locale. «C’era una volta la pinetina», scrive Officina Cupello che chiede chiarimenti al Comune. «Un autentico punto di riferimento, uno dei pochi angoli verdi del paese che per decenni ha donato pace e refrigerio a generazioni di cupellesi. C’era, perché ora non c’è più», dice Dario Leone.

«La riqualificazione era necessaria. Nessuno lo nega. Ma da quando riqualificare significa prima distruggere tutto? Non si poteva progettare? Non si poteva manutenere? Non si poteva preservare almeno una parte di quel patrimonio verde? Come al solito si è scelta la soluzione più semplice: ruspe e motoseghe, come se la memoria di quel luogo non avesse alcun valore».

«Un albero impiega decenni per crescere. Sono bastate poche ore per abbatterlo. Chiamare “riqualificazione” tutto questo fa davvero male. Nessuna perizia o relazione agronomica atta ad autorizzare tale evidente danno ambientale. Porteremo in consiglio comunale questo tema e, qualora non ci fossero le risposte che attendiamo, ci rivolgeremo alle autorità competenti».

«Serve piano di ripiantumazione»
«Riteniamo fondamentale che ogni intervento sul patrimonio arboreo sia accompagnato dalla massima trasparenza, da adeguate valutazioni tecniche e da una chiara comunicazione ai cittadini», si legge invece in una nota del Partito Democratico.

«Crediamo che il taglio degli alberi non possa rappresentare il punto di arrivo ma debba essere l’inizio di un progetto di riqualificazione del verde urbano. Per questo chiediamo all’amministrazione comunale di predisporre un piano di ripiantumazione che preveda la messa a dimora di nuovi alberi, selezionati in base alle caratteristiche del territorio, alla capacità di garantire ombreggiamento, qualità dell’aria e benessere ambientale».

«Investire nel verde significa investire nella salute dei cittadini, nella vivibilità degli spazi pubblici e nella qualità della vita delle future generazioni. La villa comunale deve tornare ad essere un luogo accogliente».
Il Pd, poi, auspica che «possa svilupparsi un confronto serio e partecipato, lontano dalle polemiche, coinvolgendo associazioni e cittadini nella definizione delle scelte che riguardano il Patrimonio verde del nostro paese. La tutela dell’ambiente non è una questione di appartenenza politica, ma un impegno collettivo verso la comunità e il futuro di Cupello».







