Lo stabilimento di Atessa si conferma quello con i maggiori volumi produttivi del gruppo in Italia (circa 94.020 unità, pari al 37,3% della produzione), ma registra una flessione del -4% rispetto al primo semestre del 2025. È la fotografia scattata dalla Fim Cisl sull’attività di Stellantis in Italia.

Stamattina, il sindacato ha tenuto una conferenza stampa per illustrare dati e cifre. In quel -4% c’è comunque una un’inversione di tendenza nel primo trimestre rispetto agli ultimi due anni negativi che, però, non spegne il campanello d’allarme: «Siamo lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere 1 milione di veicoli. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali nel primo semestre è calato di circa il 30% per effetto dei nuovi lanci di produzione e per una flessione dell’occupazione».
Oggi la fabbrica della Val di Sangro si è attestata sui 4.264 lavoratori scendendo al secondo posto in Italia per numero di occupati (al primo c’è Melfi con 4.440 dipendenti).

Nel primo semestre dell’anno, la produzione di veicoli commerciali ha raggiunto quota 94.030 unità (-4%), rispetto alle 97.980 unità registrate nel 2025. «La flessione – spiegato il sindacato – è riconducibile alla nuova situazione strutturale determinata dagli investimenti nel reparto di verniciatura».
Nei primi mesi del 2026 c’è stata una parziale riattivazione del terzo turno, accompagnata da un incremento della produzione giornaliera: «elementi che fanno ben sperare in merito alla capacità di sviluppare maggiori volumi produttivi». Nel piano industriale di Stellantis, illustrato di recente dal Ceo Antonio Filosa, è stata confermata l’importanza dello stabilimento abruzzese: qui si produrrà la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni.

Alla luce di questi risultati, la Fim Cisl sottolinea l’importanza «di rafforzare la capacità del reparto di verniciatura, al fine di riportare la capacità produttiva complessiva su livelli più elevati» e aggiunge che «dall’inizio dell’anno, il numero medio di lavoratori coinvolti in misure di solidarietà in scadenza a luglio 2026 si attesta intorno alle 200 unità. Auspichiamo che nei prossimi mesi questo numero possa progressivamente ridursi, fino ad arrivare, al suo completo azzeramento».







