Una quarta vasca per garantire la capacità di smaltimento del polo tecnologico quando la volumetria di quella in uso terminerà. L’azienda speciale consortile Civeta ha presentato allo sportello ambientale della Regione il progetto per una nuova discarica in Valle Cena e ieri, 2 luglio, è partito l’iter autorizzativo per l’ottenimento del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (Paur).

L’intenzione di procedere in questa direzione era nota. Nei vari appuntamenti con la stampa, a domanda precisa, i rappresentanti del Civeta – tra i quali il presidente Giuseppe Silvestri, il direttore generale Manuele Marcovecchio e il direttore tecnico Luigi Sammartino – hanno più volte confermato la necessità di una nuova vasca (escludendo invece l’ipotesi termovalorizzatore, LEGGI). Nell’ottobre del 2024, ad esempio, nella discarica in uso, gestita dalla Cupello Ambiente, c’era una volumetria residua di 180mila metri cubi; cifra aumentata dopo l’autorizzazione dello scorso dicembre [LEGGI].

Il Civeta, dunque, si muove per tempo chiedendo l’autorizzazione per un nuovo invaso dopo le definitive chiusure delle discariche 1 e 2 e il progressivo avvicinamento al fine-vita della terza inaugurata nel 2016.
In passato era stata la Cupello Ambiente a chiedere l’autorizzazione per un’altra maxi-vasca da 450mila metri cubi, ma il progetto fu bocciato dalla Regione.
La nuova discarica, invece, sarà gestita direttamente dal Civeta e avrà una dimensione ridotta: 266mila metri cubi, cioè corrispondente alla restante volumetria assegnata dalla Regione all’azienda consortile.

Il terreno individuato è adiacente alla terza vasca e per accedervi non saranno necessarie ulteriori infrastrutture, per questo lo stesso Civeta descrive il progetto come «una sorta di “ampliamento” funzionale».
Come nei precedenti invasi, qui saranno conferiti i rifiuti urbani non recuperabili e non valorizzabili. Questi potranno essere gli scarti del polo tecnologico «per i quali non è tecnicamente o economicamente perseguibile alcun ulteriore recupero di materia o di energia» o quelli provenienti dall’Ato regionale abruzzese (rifiuti urbani residui e frazioni non recuperabili conferiti dai Comuni e dai soggetti gestori afferenti all’Ambito Territoriale Ottimale regionale).
Il flusso medio di rifiuti ipotizzato è di circa 60mila tonnellate all’anno, per questo si stima una vita utile della discarica tra i quattro e i cinque anni.
In questa fase di Paur, gli enti coinvolti possono chiedere integrazioni, successivamente sarà avviata la fase pubblica per eventuali osservazioni.







