“Il Grande Mistero”, il presepe monumentale per il Vaticano in preparazione a Vasto

Il Grande Mistero è il nome del presepe che sarà allestito in piazza San Pietro, a Roma, nel Natale 2026. Il Governatorato della Città del Vaticano ha assegnato all’Arcidiocesi di Chieti-Vasto l’incarico di realizzare il presepio abruzzese di Atessa.

L’iniziativa, partita dall’associazione Amici del Presepe di Atessa, insieme con la parrocchia di San Leucio, vede la Libera Confraternita degli Artisti di Vasto (Lca) protagonista nella realizzazione del progetto, unitamente alla Comunità Educante Carcerati (Cec) di Vasto e all’associazione “Iktus” di Guglionesi, che ne curano la costruzione. L’idea ha portato al Patto d’Amicizia tra i Comuni di Atessa e Vasto, di cui si è fatto promotrice la Banca di Credito Cooperativo Abruzzi-Molise.

Stamattina, in conferenza stampa, nella curia vescovile di Chieti, l’arcivescovo Bruno Forte ha presentato l’evento: «Il presepe ci dice che l’amore di Dio è venuto nella storia e che vuole tornarci continuamente. Non solo come una ripetizione di ciò che è stato, ma di una novità sempre attuale che parli agli uomini e alle donne d’oggi. Centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo vedranno il presepe. Mi auguro che il linguaggio del presepe abruzzese sia espressivo e vero».

Vincenzo Cicchitti ha ricordato come nel maggio 2020 il Governatorato abbia accolto la proposta avanzata dall’associazione Amici del Presepe di Atessa, da lui presieduta, per mezzo di mons. Luciano Suriani e che nel settembre 2023 mons. Forte, con una lettera indirizzata al Vaticano, abbia approvato e benedetto l’iniziativa intitolando l’opera Il Grande Mistero.

Come spiegato da Angelo Molfetta, presidente della Confraternita degli Artisti, il lavoro si snoda su tre direttrici – fede, storia e cultura – e sarà condiviso dalle popolazioni dei novanta comuni delle province di Chieti e Pescara, unitamente alle 146 parrocchie che fanno parte dell’Arcidiocesi. Il coordinamento è curato dalla stessa confraternita che ha già realizzato dei presepi allestiti in piazza San Pietro durante il pontificato di San Giovanni Paolo II.

L’allestimento è curato dalla parrocchia di San Marco Evangelista di Vasto. L’installazione ha dimensioni ragguardevoli: 23 metri di lunghezza, 13 di profondità e 11 di altezza. L’opera è in corso di realizzazione nella tensostruttura nelle vicinanze del palazzetto dello sport, grazie al lavoro gratuito degli architetti, ingegneri, calcolatori, impiantisti e collaudatori della Lca e degli amici carcerati come ha spiegato Franco Di Nucci, responsabile del Cec.

I promotori de Il Grande Mistero desiderano offrire «un’esperienza contemplativa nel cuore della tradizione abruzzese: un itinerario spirituale attraverso le tappe del mistero dell’Incarnazione, che unisce la verità biblica con la ricca tradizione della terra d’Abruzzo. Il presepe, con le sue caratteristiche coperture in paglia, ricorda i luoghi di lavoro dei contadini e le antiche abitazioni tipiche, i pagliarelli o pinciare, fatte di terra e paglia, semplici, ma capaci di accogliere tutto il necessario per la vita».

Tra i numerosi pastori e greggi in terracotta, che animano la rappresentazione, vestiti con i costumi tipici abruzzesi, cioè panni grezzi e pelli di pecora, che simboleggiano una fede semplice e sincera, emerge un elemento particolare: una pecora nera. «Il presepe non evoca la sventura, ma l’essere prediletti dalla divina misericordia – hanno spiegato gli organizzatori – Essa rappresenta l’umanità smarrita, il peccatore che Cristo vuole ricondurre a sé. È la pecora più fragile, quella che ha più bisogno di amore e verso cui il Buon Pastore riversa una cura speciale. La pecora nera è il segno che nessuno è escluso dalla gioia della nascita del Salvatore».

Sulla sommità dell’edificio principale, il presepe è sormontato da una Torre, su cui veglia un angelo che annuncia la Gloria del Verbo fatto uomo. Essa richiama visivamente la biblica Migdal Eder, la Torre del Gregge, un luogo che la tradizione e la Scrittura indicano come il punto esatto in cui il Messia sarebbe stato rivelato per la prima volta. Completano le scenografie, animali e arredi tipici della tradizione rurale abruzzese.

Spetta alle autorità della Santa Sede comunicare il giorno dell’inaugurazione. Inoltre, è prevista un’udienza privata per tutti i donatori, fedeli e collaboratori a vario titolo del progetto.
L’auspicio di Forte è che «tutta la diocesi si senta coinvolta in questa testimonia di fede, cultura e tradizione rappresentante dal presepe abruzzese».

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