«No alle concessioni sulle scogliere»: la petizione supera quota mille firme

Ha superato quota mille adesioni la petizione online lanciata per chiedere lo stop alle nuove concessioni demaniali lungo le scogliere di Vasto. L’iniziativa, promossa dal Comitato per la Tutela del Territorio e pubblicata sulla piattaforma Change.org, è rivolta al sindaco, Francesco Menna, e al Consiglio comunale.

Al centro della mobilitazione c’è il nuovo Piano demaniale marittimo, che individua aree destinate a possibili concessioni nelle zone di Casarza, San Nicola, Canale, Vignola e Grotta del Saraceno. Secondo i promotori, la scogliera compresa tra il Monumento alla Bagnante e la Grotta del Saraceno costituisce «uno degli ultimi tratti di costa ancora naturali e liberi del nostro territorio», caratterizzato da scogli, calette e spiagge libere. «Oggi questo patrimonio è minacciato dalle nuove concessioni previste nel nuovo Piano Demaniale Marittimo del Comune di Vasto. Le concessioni individuate nelle aree di Casarza, San Nicola, Canale, Vignola e Grotta del Saraceno potrebbero compromettere per sempre uno degli ambienti più preziosi e caratteristici della costa vastese».

Per questo i firmatari chiedono all’amministrazione comunale di eliminare dal nuovo Piano demaniale le concessioni previste lungo le scogliere del litorale nord e di destinare l’area a una forma di tutela integrale che ne garantisca la conservazione e la fruizione pubblica. Chiedono anche un colpo di acceleratore all’iter per l’istituzione della Riserva naturale regionale di Casarza, approvata dal Consiglio comunale nel gennaio 2021 ma mai portata a compimento. E di scongiurare «edificazioni, chioschi, piattaforme, strutture balneari e altre installazioni» esclusivam, cosentendo solo attività compatibili con la tutela dell’ambiente e delle tradizioni locali, come la piccola pesca artigianale. La scogliera di Vasto è un patrimonio naturale, paesaggistico e culturale insostituibile. Una volta trasformata, non sarà possibile tornare indietro», si legge infine nell’appello che ha già raccolto oltre mille firme e continua a registrare nuove adesioni online.

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