Oggi, alle 18, a San Salvo arriva il senatore Enrico Borghi. L’esponente di Italia Viva inaugurerà la sezione territoriale del Vastese sancendo ulteriormente il passaggio, di qualche mese fa, dello storico esponente socialista, Osvaldo Menna, nel partito di Matteo Renzi. Il cambio di schieramento non è passato inosservato e ha portato a un botta e risposta sull’uso di riferimenti all’Avanti! (del cui omonimo circolo Menna è presidente) e a Pertini.

«Improprio usare ancora riferimenti all’Avanti! e a Pertini»
Ieri, Gabriele Barisano, segretario regionale del Psi, ha espresso dissenso «rispetto all’uso che oggi viene fatto del nome del circolo Avanti da parte del suo presidente (Menna), associandolo a iniziative e percorsi politici che nulla hanno a che vedere con la storia del socialismo italiano».
«Il nome Avanti! non è una semplice parola – ricorda Barisano – È il nome dello storico giornale fondato nel 1896 che ha accompagnato generazioni di socialisti italiani. Così come Sandro Pertini non è soltanto una figura istituzionale amata dagli italiani, ma è stato uno dei più autorevoli dirigenti del Partito Socialista Italiano, un uomo che ha dedicato la propria vita ai valori del socialismo democratico, della libertà, della giustizia sociale e della difesa delle istituzioni repubblicane».

«Per queste ragioni riteniamo improprio utilizzare contemporaneamente i riferimenti all’Avanti! e a Sandro Pertini per sostenere o promuovere esperienze politiche che non hanno alcun legame con la tradizione socialista rappresentata dal Psi. Non è un caso che diversi iscritti storici abbiano deciso di lasciare il circolo quando il suo presidente ha scelto una diversa collocazione politica, ritenendo incompatibile tale scelta con il richiamo continuo alla figura di Sandro Pertini e al nome dell’Avanti!, simboli che appartengono inequivocabilmente alla storia del socialismo italiano».
«Se oggi il presidente del circolo ritiene di aderire o sostenere esperienze politiche diverse, è naturalmente libero di farlo. Quello che contestiamo è il tentativo di utilizzare nomi, simboli e riferimenti che richiamano chiaramente la tradizione socialista per accreditare percorsi che con quella storia non hanno alcun legame politico, culturale o organizzativo».
«L’Avanti! e Pertini sono patrimonio comune»
La risposta di Menna non si è fatta attendere. «Nessuno può negare che l’Avanti! sia stato il giornale che ha accompagnato per oltre un secolo il movimento socialista italiano, così come nessuno può dimenticare che Sandro Pertini sia stato uno dei più autorevoli dirigenti del Partito Socialista Italiano prima di diventare presidente della Repubblica. Ma è altrettanto vero che alcune figure della nostra storia nazionale, per il loro esempio morale, civile e istituzionale, hanno saputo superare i confini del partito di appartenenza, diventando patrimonio comune della Repubblica e degli italiani. Sandro Pertini è certamente una di queste figure».

«Richiamarsi oggi ai valori di Pertini significa richiamarsi alla libertà, alla giustizia sociale, all’onestà nella vita pubblica, alla difesa della democrazia e delle istituzioni. Valori che non appartengono a una sola organizzazione politica, ma che possono essere condivisi da associazioni culturali, civiche e riformiste che operano nel rispetto della Costituzione e della tradizione democratica del Paese».
Per questo non riteniamo vi sia alcuna incompatibilità tra il riferimento ideale a Pertini e all’Avanti! e la collaborazione o il dialogo con realtà civiche, associative o riformiste che perseguono finalità di partecipazione, crescita culturale e sviluppo della comunità. L’utilizzo del nome Avanti! e il richiamo alla figura di Sandro Pertini non rappresentano, in questo contesto, una pretesa di rappresentare il Psi né di sostituirsi alla sua storia, ma il riconoscimento di un patrimonio culturale e ideale che continua a ispirare cittadini provenienti da esperienze diverse».







