Dopo 25 anni deve nascere il Parco nazionale della costa teatina. Almeno è ciò che dice la sentenza del Tar di Pescara che, accogliendo il ricorso del Wwf Italia, dispone, nei confronti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, entro 90 giorni, di «provvedere alla delimitazione provvisoria del Parco, nonché all’adozione delle misure di salvaguardia necessarie a garantire la conservazione dello stato dei luoghi e alla costituzione del soggetto di gestione provvisoria dell’area protetta nazionale».

Il colpo di scena è arrivato nella giornata di ieri con la sentenza a firma del presidente Paolo Passoni che chiama direttamente in causa la classe politica che per tutti questi anni ha cercato di «vanificare l’attività istruttoria sinora compiuta». La decisione del tribunale amministrativo chiede di nominare un commissario, se questo non sarà fatto, ne sarà nominato uno ad acta.

Il presidente del Wwf Italia, Luciano Di Tizio, annuncia quindi già le prossime mosse: «Si tratta di una decisione particolarmente significativa perché afferma che il procedimento non può essere ulteriormente rinviato e che le amministrazioni competenti hanno il dovere di assumere le determinazioni previste dalla legge. Nei prossimi giorni, dopo la notifica della sentenza, predisporremo una diffida indirizzata al ministero, alla presidenza del Consiglio dei ministri, alla Regione e ai sindaci dei Comuni interessati, con richiesta di sospendere il rilascio e l’efficacia di autorizzazioni, concessioni e titoli abilitativi incompatibili con le finalità di tutela dell’istituendo Parco, richiamando i principi e gli effetti derivanti dagli articoli 6 e 12 della legge n. 394/1991 e dalla stessa pronuncia del Tar».

Soddisfatto anche l’avvocato Alessandro Corporente che ha rappresentato l’associazione davanti ai giudici amministrativi: «Dopo oltre vent’anni di attesa e anni di attività istruttoria, il tribunale ha affermato un principio semplice ma fondamentale: non si può rinviare all’infinito una decisione prevista dalla legge. Questa pronuncia rappresenta un importante passo avanti per la tutela del territorio e dell’ambiente costiero abruzzese. Adesso attendiamo che le amministrazioni competenti diano piena e tempestiva esecuzione a quanto disposto dal Tar”.







