Cresce l’apprensione per le due sorelle scomparse da Civitella Alfedena, la madre: «Tornate»

Proseguono da due giorni le operazioni dei vigili del fuoco a Civitella Alfedena (L’Aquila) per la ricerca di Sarah e Alisya, le due minori scomparse da una struttura protetta in paese nella quale erano ospitate dal 2024. L’apprensione è comprensibile: le due sorelle di 12 e 16 anni sono sparite sei giorni fa non lasciando alcuna traccia.

Originarie di Minturno (Latina), nonostante siano arrivate nella struttura abruzzese solo qualche qualche anno, si trovavano alle prese con la realtà delle case-famiglia già da sette anni, cioè dalla separazione dei due genitori. Ai due fu sospesa la responsabilità genitoriale, provvedimento poi revocato solo per il padre.

Sul posto è stata dislocata una Unità di comando locale (Ucl) per il coordinamento delle ricerche nelle quali sono impegnati una squadra dei vigili del fuoco, droni del nucleo Sapr ed esperti topografi del corpo nazionale, che stanno supportando le operazioni di perlustrazione e mappatura dell’area.
Le indagini della procura di Sulmona – per l’ipotesi di sottrazione di minori – per adesso non escludono nessuna ipotesi, come quella dell’allontanamento volontario, magari facilitato da qualcuno, e del rapimento.

Nel frattempo, la madre delle due sorelle, Valentina D’Acunto, tramite il proprio legale Enrico Mastantuono, ha diffuso un audio con un appello alle figlie: «Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordate che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta. Sarah, Alisya, amori miei, se state ascoltando queste parole vi prego di sapere che la cosa più importante per me è sapere che state bene».

«Da quando non ho più vostre notizie, ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni, ma anche di speranza, quella di potervi riabbracciare al più presto. Ricordatevi che vi voglio un mondo di bene, che siete la mia vita. Vi prego, tornate, mettetevi in contatto con noi, fateci sapere che state bene».
L’appello si aggiunge a quello lanciato nei giorni scorsi dal padre Stefano Di Giacinto.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *