Liste d’attesa, il paziente vince la battaglia: visita fissata. «Burocrazia superata facendo squadra»

La visita urgente si farà in intramoenia. Si chiude con un esito positivo la vicenda di Donato Cappello, ex militare della guardia di finanza che nelle scorse settimane aveva denunciato, scrivendo più volte a Chiaro Quotidiano, i ritardi nella prenotazione di una visita urologica urgente, da svolgersi entro dieci giorni e inizialmente fissata a una data distante oltre due mesi. Dopo diffide, richieste formali e il coinvolgimento delle istituzioni, la Asl Lanciano-Vasto-Chieti ha contattato il paziente fissando la prestazione richiesta.

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Il pensionato vastese parla di una «vittoria non solo personale, ma per l’intera comunità», sostenendo che «la difesa del diritto alla salute, se condotta con fermezza e con il supporto delle giuste tessere istituzionali, può abbattere il muro dell’inerzia amministrativa».

La vicenda riguardava «i gravissimi ritardi nella prenotazione di una prestazione sanitaria urgente, per la quale i termini di legge previsti dai codici di priorità erano stati ampiamente superati», situazione che lo aveva costretto «a una lunga e defaticante battaglia a colpi di diffide e istanze per l’attivazione del regime Alpi», assistenza libero professionale intramuraria, che consente al paziente di farsi visitare, a pagamento, al di fuori degli orari di lavoro nella struttura pubblica.

Cappello attribuisce il risultato raggiunto a «un fondamentale gioco di squadra» e rivolge «un pubblico e sentito ringraziamento agli organi di stampa e ai giornalisti locali, che con professionalità e sensibilità hanno dato voce alla mia denuncia, sollevando un velo su un problema che purtroppo affligge tantissimi utenti del Servizio sanitario nazionale». Secondo l’ex finanziere, «la stampa si è confermata, ancora una volta, un presidio indispensabile di democrazia e trasparenza». Un ringraziamento viene rivolto anche al consigliere regionale Vincenzo Menna, che, afferma Cappello, «ha dimostrato una straordinaria vicinanza istituzionale e una concreta solidarietà». «Il suo tempestivo interessamento ha permesso di portare la questione all’attenzione dei vertici regionali, accelerando un iter che sembrava bloccato dalle lungaggini burocratiche». Per Cappello, la vicenda rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra cittadini, informazione e istituzioni possa produrre risultati. «Questa vicenda dimostra che quando i cittadini non si arrendono, la stampa fa da cassa di risonanza e le istituzioni rispondono con responsabilità, la giustizia civile trionfa». L’auspicio, conclude, è che «questo precedente possa essere di stimolo e di speranza per tutti coloro che si trovano a combattere quotidianamente per il riconoscimento dei propri diritti fondamentali».

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