Il sud dell’Abruzzo come bancomat dal quale prelevare indisturbati con l’uso di esplosivo. Per l’ennesima volta si riaccendono i riflettori su una piaga alla quale non sembrano esserci rimedi: le bande della marmotta in trasferta per far esplodere gli sportelli automatici delle banche.

Il colpo di ieri è il secondo che devasta la filiale scernese della Bcc Abruzzi e Molise dopo quello del 14 dicembre 2024. Le coincidenze in questo caso strappano un sorriso amaro. Solo qualche ora prima delle tre esplosioni, nel tribunale di Vasto sono iniziati gli interrogatori per i fatti di un anno e mezzo fa, per i quali i sospetti ricadono su almeno tre persone di Cerignola e Orta Nova (Foggia).

Gli arresti
Che le trasferte partano nella quasi totalità dei casi dal Foggiano ormai è cosa nota (così come per gli assalti ai portavalori). Gli arresti non mancano, negli ultimi due mesi almeno 11 persone sono finite in carcere o ai domiciliari in due distinte operazioni delle procure di Avellino e Teramo, quest’ultima solo tre giorni fa. Molte di queste hanno lunghissime liste di precedenti e, in diversi casi, sono entrati in azione quando erano già sottoposti a misure restrittive.
La lista è lunga e sicuramente incompleta, ma prendendo i casi degli ultimi due anni si può comprendere la portata di un fenomeno che causa danni ingenti e mette a rischio l’incolumità dei cittadini. Come si può vedere, il giorno prediletto è il sabato perché gli atm vengono ricaricati in vista del week end.
La lista
Si può partire dal primo assalto a Scerni, il 14 dicembre 2024, un altro sabato la cui tranquillità è stata rotta poco dopo le 3: due deflagrazioni per svaligiare il bancomat della Bcc Abruzzi e Molise [LEGGI].
11 gennaio 2025, sempre sabato, tocca allo sportello Intesa San Paolo nella zona industriale di San Salvo. L’esplosione danneggia anche gli attigui locali del Medical Center della Pilkington. In questo caso, i ladri non riescono a portare via il denaro [LEGGI]. Lo sportello sarà riattivato molti mesi dopo. Nella notte tra il 29 e 30 gennaio, sempre a San Salvo, tre persone vengono intercettate dai carabinieri (avvisati dai residenti) mentre, secondo le indagini, stavano per colpire un altro sportello automatico in centro.
Qualche fine settimana dopo, sabato 1° febbraio 2025, tocca a San Vito Chietino: esplode il bancomat della Bper.

Mercoledì 9 luglio 2025 è la volta di Fossacesia: la filiale Bper di via Lanciano viene fatta esplodere alle 3.30 [LEGGI]. Ancora la Bper nel mirino e ancora un sabato, il 19 luglio i banditi colpiscono a Gissi. Alle 4.30 salta in aria lo sportello automatico del centralissimo corso Remo Gaspari. L’auto usata per arrivare sul posto, una Giulietta, viene ritrovata ore dopo tra i campi [LEGGI].

Sabato 4 ottobre 2025, è la volta di Casoli, ancora una volta la società bancaria è la Bper, almeno tre le persone in azione. Un mese dopo, il 3 novembre, un lunedì, i malviventi tornano a Fossacesia. La marmotta demolisce letteralmente la piccola struttura che ospitava il bancomat sul lungomare che non sarà ricostruita (l’atm sarà spostato altrove) [LEGGI].
I banditi in trasferta colpiscono anche in Molise, tra i colpi messi a segno il più recente è a Montenero di Bisaccia: martedì 3 marzo 2026 la doppia esplosione devasta lo sportello automatico dell’ufficio postale di via Valentina. L’onda d’urto e i detriti prodotti dalle deflagrazioni danneggiano anche le finestre della vicina scuola [LEGGI].

Poi, per gli ultimi due colpi, i criminali tornano ad agire di sabato. Il 28 marzo scorso a Cupello quando viene fatta saltare la filiale Bper di via Roma [LEGGI] e, per ultimo, ieri, per saccheggiare lo stesso Atm di Scerni di un anno e mezzo fa.

Azioni criminali, queste, con le quali i banditi hanno dimostrato di non avere particolari riserve: nonostante le ore notturne, spesso ci sono persone che transitano che vengono fermate da un complice addetto alla gestione del traffico. Inoltre, in alcuni casi (come a Cupello e Scerni), non hanno esitato a colpire a poco più di un centinaio di metri dalle locali caserme dei carabinieri.
Finora, gli appelli di sindaci e amministratori affinché si rafforzi l’azione preventiva sono caduti nel vuoto e l’impressione è che continueremo a scrivere dei saccheggiatori in trasferta dalla Puglia.







