«Visita urgente fissata dopo oltre due mesi, mi rivolgo al Difensore civico»

La visita è prioritaria, ma viene fissata dopo oltre due mesi. L’utente si rivolge al difensore civico regionale. A sollevare il problema è un ex finanziere in pensione di Vasto, Donato Cappello, che racconta le difficoltà incontrate per ottenere una visita specialistica nei tempi previsti dalla prescrizione.

«Ho sempre pagato le tasse, durante il lavoro e oggi in pensione», scrive Cappello, «cosa ricevo in cambio? Un silenzio che nega il mio diritto alla salute e alla territorialità delle cure. Non si può chiedere a un cittadino fragile di farsi carico delle inefficienze organizzative dell’azienda sanitaria».

«Tutto ha inizio il 27 aprile 2026, quando mi viene prescritta una visita specialistica con codice di priorità B (entro 10 giorni)», racconta Cappello, «ma la risposta del Centro unico di prenotazione è stata un appuntamento fissato per il 9 luglio 2026 presso l’ospedale di Vasto».

Dopo un primo reclamo formale, la Asl avrebbe proposto lo spostamento della visita a Lanciano. Una soluzione respinta dal paziente. «Una proposta che ho respinto con fermezza», spiega, «essendo titolare di esenzione per invalidità (codice S02), lo spostamento fuori dal comune di residenza risulta estremamente gravoso e incompatibile con il mio stato di salute».

Il pensionato richiama anche il principio della territorialità delle cure. «Rivendico con forza il principio di territorialità delle cure, specialmente per le categorie protette», sottolinea. Successivamente Cappello ha presentato un’istanza per l’attivazione della procedura di Attività libero professionale intramuraria (Alpi), prevista nei casi in cui il servizio pubblico non riesca a garantire le prestazioni nei tempi massimi stabiliti.

«La normativa prevede che, qualora il servizio pubblico non sia in grado di rispettare i tempi massimi, la prestazione debba essere erogata in regime intramurario con oneri a carico della Asl, garantendo la totale gratuità per i pazienti esenti», afferma.

«Ad oggi, nonostante la priorità clinica sia ampiamente scaduta, la Asl 2 permane in un totale silenzio istituzionale», denuncia ancora Cappello, che ha chiesto anche l’intervento del Difensore civico regionale, Umberto Di Primio.

«Ho inviato una formale istanza il 10 maggio 2026 per l’attivazione dell’Alpi», aggiunge, «ma non ho ricevuto alcun riscontro». Infine una riflessione sui diritti dei pazienti: «È accettabile che un servitore dello Stato debba combattere una battaglia logorante e psicologica per ottenere ciò che la legge già gli garantisce?».

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