In sintesi, non vogliono che l’amministrazione di Vasto si riduca a un uomo solo al comando. I cinque consiglieri comunali che ieri sono usciti dall’aula chiedono collegialità.
Non è una rottura, ma un richiamo alla condivisione delle decisioni. Certo è che il gesto di Giuseppe Forte (Pd), Luigi Marcello e Maria Pia Smargiassi (Città virtuosa), Maria Molino e Nicola Di Stefano (Avanti Vasto) ha fatto rumore nel mondo politico locale.

«Vogliamo un maggior coinvolgimento nelle scelte che riguardano la città», spiega Forte sottolineando che «questa situazione si protrae da diverso tempo», perciò «abbiamo dato un segnale, speriamo venga recepito», aggiunge ribadendo l’appartenenza alla coalizione e il sostegno alla giunta. «Noi siamo componenti dell’amministrazione Menna, ma chiediamo un maggiore coinvolgimento nelle decisioni», sottolinea evidenziando anche la mancanza di momenti di confronto interno: «Prima del Consiglio comunale di ieri non c’è stata nemmeno una riunione di maggioranza». Non una frattura politica, ma la richiesta, rivolta al sindaco, Francesco Menna, di riequilibrare i rapporti interni e recuperare un metodo partecipato.
Tensioni interne al centrosinistra erano già emerse nei mesi scorsi, quando alle elezioni provinciali le forze politiche non erano riuscite a fare sintesi su un solo nome e, alla fine, si erano divise presentando due candidati diversi: Alessandro La Verghetta della lista civica Futuro e sviluppo per Vasto, poi eletto al Consiglio provinciale, e Nicola Di Stefano di Avanti Vasto, la lista di ispirazione socialista.
Un’equilibrio interno divenuto precario, quello dell’alleanza che governa la città ormai da vent’anni. Manca un anno alle elezioni, ma il moltiplicarsi dei malumori rischia di aprire una frattura difficile da ricomporre.







