Contributi non versati e irregolarità di gestione, imprenditore ai lavori di pubblica utilità

Due anni e sei mesi di reclusione, commutati in lavori di pubblica utilità da svolgere al Comune di Vasto. Si è chiuso così, davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Vasto, un procedimento penale che vedeva coinvolto un imprenditore vastese, accusato di irregolarità nella gestione societaria e di omessi versamenti contributivi.

Il palazzo di giustizia di Vasto

La sentenza è stata emessa nell’udienza del 7 maggio, dopo il patteggiamento richiesto dalla difesa – rappresentata dagli avvocati Arnaldo e Francesco Tascione – con il consenso della pm Silvia Di Nunzio e accolto dal gup, Fabrizio Pasquale. Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe distratto un ramo d’azienda attraverso un contratto di affitto ritenuto non congruo, oltre a non aver versato contributi previdenziali e assistenziali per alcuni anni. Le contestazioni riguardavano un periodo compreso tra il 2016 e il 2024 per gli aspetti societari e tra il 2022 e il 2024 per gli omessi versamenti contributivi, per importi definiti rilevanti negli atti del procedimento.

Il giudice, valutata la documentazione, ha ritenuto di accogliere l’accordo tra accusa e difesa fissando la pena in due anni e mezzo di reclusione. La detenzione è stata, però, sostituita con il lavoro di pubblica utilità, da svolgere per il Comuune di Vasto sotto la supervisione dell’Ufficio dell’esecuzione penale esterna. La sentenza prevede, inoltre, misure accessorie come l’obbligo di permanenza nella regione di residenza e l’interdizione per dieci anni dall’esercizio di attività imprenditoriali e da incarichi direttivi all’interno di aziende, oltre al pagamento delle spese processuali.

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