Famiglia nel bosco, Corte d’appello: ricorso di Nathan e Catherine è improcedibile

La Corte d’appello dell’Aquila ha dichiarato improcedibile il reclamo di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della famiglia nel bosco. L’ordinanza è stata notificata attorno a mezzogiorno.

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion

Il reclamo era stato presentato in merito all’ordinanza del 6 marzo, con cui il Tribunale aveva disposto l’allontanamento di Catherine dalla casa famiglia di Vasto, poi avvenuto la sera stessa, e il trasferimento dei bambini in un’altra struttura protetta.

Nel ricorso, presentato tramite gli avvocati Femminella e Solinas, i coniugi chiedevano il ricongiungimento familiare o, in subordine, il ripristino della responsabilità genitoriale in capo al solo Nathan, sul presupposto che lui sarebbe stato univocamente riconosciuto idoneo a svolgere il ruolo di genitore. Dopo la presentazione del reclamo, erano sopravvenute altre due circostanze: il Comune di Palmoli aveva messo a disposizione della famiglia una casa di proprietà comunale, dove nei giorni scorsi la coppia Trevallion-Birmingham si è trasferita, e poi, il 20 marzo, il Tribunale per i minorenni aveva revocato il trasferimento dei minori in una struttura della provincia di Teramo. Era stato lo stesso Nathan, anche attraverso una dichiarazione rilasciata alla stampa, a chiedere di non allontanare ulteriormente i figli.

Valutate le motivazioni e i successivi sviluppi della vicenda, la Corte ritiene di non dover procedere. I giudici di secondo grado non entrano nel merito della questione, visto anche al Tribunale dei minori pende un ricorso dei coniugi Trevallion-Birmingham. Quindi, «deve essere il Tribunale per i Minorenni a dover valutare, nella pienezza del contraddittorio delle parti, le circostanze sopravvenute che i genitori dei minori hanno sottoposto alla sua attenzione prospettandole come idonee a comportare una rivisitazione delle decisioni in precedenza assunte», si legge nell’ordinanza. La competenza, dunque, è dei giudici di primo grado e non dei magistrati d’appello. Il tutto mentre si profila la seconda battaglia legale, quella sulla idoneità di Nathan e Catherine a svolgere il ruolo d padre e madre. I legali dei coniugi e il perito di parte, Tonino Cantelmi, contestano la valutazione negativa data dalla psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnica d’ufficio nominata dal Tribunale.

In aggiornamento

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