Sventata la “truffa del finto maresciallo”: due donne arrestate e preziosi recuperati

I carabinieri di Lanciano hanno arrestato in flagranza di reato due donne, coinvolte in una truffa ai danni di un 67enne del posto, riuscendo a recuperare integralmente i preziosi che stavano per essere sottratti alla vittima.

L’allarme è scattato alle 13.30 del 28 aprile, quando al 112 è pervenuta la segnalazione dell’uomo, il quale ha riferito di essere stato contattato poco prima sulla propria utenza telefonica fissa da un soggetto qualificatosi falsamente come appartenente all’Arma dei carabinieri. L’interlocutore, con tono autorevole e rassicurante, ha dapprima chiesto alla vittima se avesse smarrito i documenti, invitandola a verificarne la presenza e a comunicarne i dati, così da rendere più credibile la messinscena.

Il sedicente carabiniere riferiva quindi alla vittima che il suo nominativo era emerso nell’ambito di una rapina in gioielleria e che, per escludere eventuali responsabilità, si rendevano necessari ulteriori accertamenti. Facendo leva sul timore di conseguenze giudiziarie e prospettando anche una perquisizione domiciliare, induceva l’uomo a collaborare, chiedendogli di indicare i preziosi custoditi in casa e sostenendo che gli stessi dovessero essere visionati dall’autorità giudiziaria tramite una presunta incaricata delegata al ritiro.

Compresa la natura sospetta della richiesta, la centrale operativa ha disposto l’immediato intervento di personale del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia dei carabinieri di Lanciano. I militari, arrivati sul posto, sono così riusciti a sorprendere e bloccare le due donne proprio mentre la truffa era in corso di esecuzione, recuperando tutti i beni consegnati dalla vittima.

Al termine degli accertamenti, i carabinieri hanno identificato e arrestato in flagranza una 32enne residente a Civitavecchia e una 46enne residente a Napoli. Le due sono state trasferite nella casa circondariale di Chieti.

«L’episodio conferma ancora una volta l’importanza di contattare immediatamente il 112 in presenza di richieste sospette, soprattutto quando vengono prospettate false urgenze, presunti problemi giudiziari o richieste di consegna di denaro e preziosi – spiegano i carabinieri in una nota – La tempestività della segnalazione ha infatti consentito un rapido intervento dei Carabinieri, evitando che la truffa venisse portata a compimento».

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