Omicidio Sciorilli, per la difesa due decisioni da prendere: ipotesi perizia

Due decisioni. Dovrà prenderle nel giro di qualche giorno la difesa di Antonio Sciorilli, il 52enne arrestato a Vasto il 20 aprile per l’omicidio del figlio Andrea di 21 anni. «In questi giorni stiamo facendo soprattutto sostegno psicologico. Personalmente, non gli sto parlando dell’accaduto», spiega l’avvocato Alessandro Orlando che, insieme al suo collega Massimiliano Baccalà, difende l’indagato. «Valutiamo se incaricare uno psichiatra per svolgere una perizia sul nostro assistito».

Intanto il padre della vittima rimane nel carcere di Torre Sinello. Anche sull’eventuale ricorso al Tribunale del riesame dell’Aquila «stiamo facendo delle riflessioni», spiega il legale. I termini per chiedere l’attenuazione della misura cautelare scadranno all’inizio della prossma settimana. «Stiamo passando al vaglio anche la situazione familiare e una serie di episodi, anche recenti». In settimana, a Torre Sinello, è in programma un colloquio tra Antonio Sciorilli e i familiari. Il dirigente amministrativo della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, a seguito di un lungo interrogatorio nella caserma di piazza Dalla Chiesa dei carabinieri di Vasto, durato 13 ore, nel primo mattino di lunedì 20 aprile ha confessato di aver ucciso suo figlio. L’autopsia, eseguita dal medico legale Ildo Polidoro alla presenza del perito della difesa Pietro Falco, avrebbe confermato in tre colpi d’accetta la causa del decesso.

Il 19 aprile i militari avevano trovato il corpo della vittima nel corridoio del garage sotterraneo del palazzo. Lì il padre lo avrebbe portato dopo averlo colpito all’interno dell’abitazione. Omicidio aggravato dal rapporto parentale e occultamento di cadavere le ipotesi di reato formulate dalla procura di via Bachelet. Titolare dell’indagine è la sostituta procuratrice Miriam Manfrin, intervenuta sul luogo dell’omicidio insieme alla collega Silvia Di Nunzio. Nella conferenza stampa nell’aula udienze del piano terra del palazzo di giustizia, il procuratore di Vasto, Domenico Seccia, ha parlato di un gesto maturato «in un contesto familiare travagliato» in cui, due anni fa, il padre e la sorella di Andrea Sciorilli avevano presentato, nei confronti di Andrea, una querela per maltrattamenti in famiglia. Denuncia poi ritirata e, di conseguenza, archiviata dalla procura. Il 52enne, nella lunga dichiarazione spontanea rilasciata nell’udienza di convalida dell’arresto, davanti al gip Fabrizio Pasquale, ha sostenuto di aver agito per legittima difesa. Per cercare riscontri a quanto ha dichiarato, venerdì, nel giorno delle esequie di Andrea, i Ris di Roma hanno eseguito rilievi dattiloscopici e cercato tracce biologiche in casa, nell’ascensore e nel seminterrato del garage condominiale. Luoghi che restano sotto sequestro.

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