Pro Vasto: più giocatori in campo che punti. Ecco tutti gli errori. Stagione cupa, nonostante la salvezza

“La Pro Vasto è viva, viva la Pro Vasto”. Sgombriamo il campo da ogni dubbio, uno slogan simpatico che però non cancella una stagione con tantissime ombre, poche luci e un unico bagliore. Arrivato alle ore 18 di tre giorni fa, domenica 26 aprile, con Ottaviani a consegnare al fotofinish una salvezza diretta, ormai quasi insperata ma raggiunta con 41 punti. Annata sportiva molto più complicata del previsto, iniziata l’1° agosto con il ritiro a Fara San Martino e terminata con epilogo felice due giorni fa. Un cammino lungo 268 giorni, nove mesi in cui più che vivere si è cercato di sopravvivere dovendo arrivare al traguardo cercando di evitare e superare, in un modo o nell’altro, più di una problematica, dentro e fuori dal campo.

La Pro Vasto del primo giorno di ritiro ad agosto: gruppo sgretolatosi settimana dopo settimana

Le analisi passano anche e soprattutto dai numeri, in primis i biancorossi in campo hanno raccolto 44 punti, 3 di questi sono stati persi a tavolino a causa dell’irregolarità nel tesseramento di Mbaye Banda visto in campo solo in quella domenica (23 minuti contro l’Angolana). Sarebbe stato sicuramente un epilogo con meno ansie ma tagliare il traguardo con un gol all’ultimo secondo, all’Aragona, sotto la Curva d’Avalos ha dato sicuramente più colore a una salvezza diretta che, per una piazza come Vasto, avrebbe ben poco da festeggiare. Da agosto fino a domenica pomeriggio sui social e nelle dichiarazioni abbiamo letto tanti, troppi slogan, da quelli ambiziosi di inizio stagione arrivando a quelli speranzosi dei giorni scorsi. Non si può e non si deve vivere di slogan. Certo, viviamo un’epoca in cui la comunicazione è un mezzo che traina tutto o quasi ma deve essere usata con modi e tempi giusti. Il profilo basso avrebbe forse fatto storcere il naso alla piazza inizialmente ma, allo stesso tempo, l’avrebbe messa in guardia su quello che sarebbe accaduto nei mesi successivi.

Raffaele Gambuzza: leader, “tuttofare” e highlander

Dall’amarissima retrocessione dalla D del 2023 Vastese o Pro Vasto non sono mai riusciti ad andare ufficialmente in classifica oltre i 45 punti. Questo numero è servito nel 2024 per tagliare il traguardo della salvezza diretta in anticipo (sul campo furono in realtà 47 i punti, ripensando ai 2 di penalizzazione). Un anno fa ne arrivarono appena 35 utili per accedere ai playout e conquistare la salvezza a Pescara. Nell’ultimo campionato di Eccellenza i punti sono stati 41 arrivati tra mille difficoltà al termine di una stagione che ha visto l’Aragona trasformarsi in un vero e proprio porto di mare. Per capire quali sono stati gli errori e cercare di non ripeterli è giusto rinfrescare la memoria a chi, tra qualche settimana, riaccenderà il motore in vista della stagione 2026/2027. In campo, in 36 partite ufficiali (comprese le prime due di coppa) la Pro Vasto ha schierato la bellezza di 44 giocatori. Avete letto bene, 44, a conti fatti più giocatori mandati in campo che punti raccolti, dettaglio che la dice lunga sulla gestione del club.

Lorenzo Cattafesta: 10 “clean sheet” e miracoli fino all’ultima giornata

Se a questi aggiungiamo altri 9 elementi che si sono allenati ma non hanno mai messo piede in campo il numero arriverebbe addirittura a 53. Un record di cui non vantarsi, in Eccellenza abruzzese nessun’altra squadra ha toccato una cifra così elevata di tesserati in una sola stagione. In fondo all’articolo troverete l’elenco di tutti i giocatori visti all’opera in questa stagione con un reparto visto più in difficoltà rispetto agli altri, l’attacco.

In estate l’arrivo di Arquin era stato etichettato come il “colpo grosso del mercato biancorosso”, venendo paragonato ai bomber più conosciuti in Abruzzo in Eccellenza. Al netto di video sbiaditi che hanno acceso la piazza solo inizialmente già dalle prime amichevoli si capiva quale sarebbe stata la sua (non) resa. Avventura terminata a inizio ottobre con un solo gol all’attivo (nell’inutile match di ritorno di coppa), anche il prosieguo di stagione non è stato dei migliori: in Sicilia, con le maglie di Kamarat e Niscemi il classe ’88 della Mauritania ha firmato altri 3 gol. Insieme a lui l’attacco vastese ha conosciuto, pensando a tutti i ruoli, altri 11 giocatori. In campionato dei 30 gol totali (quarto peggior attacco dietro ai 29 di Pianella, Sambuceto e Montorio) solo 10 timbri sono arrivati da 5 attaccanti: 4 del “bomber” D’Angelo (miglior marcatore di squadra insieme al difensore-goleador Corrado), 3 per Megaro e uno a testa per Emane, Ottaviani e Ventrella.

Henri Tafili: due salvezze da capitano

La lunga lista degli allenatori ha fatto il giro d’Italia visto che in 9 mesi non ne sono bastati 5 per concludere il campionato. In principio fu Rufini, poi è toccato a Manes, dopo le sue dimissioni la scelta interna ricaduta su Carbonelli fino ad arrivare ad Alfieri. Con quest’ultimo il traguardo della salvezza diretta sembrava potesse arrivare in largo anticipo ma, dopo Pasqua, c’è stato un altro tracollo. Via anche il tecnico termolese, spazio al suo vice, Antrone durato due partite. Nell’ultima decisiva settimana il gruppo in autogestione guidato dall’esperto difensore Gambuzza con il lieto fine che ha evitato al gruppo di continuare a lavorare duramente sul campo anche a maggio. Se proviamo a rileggere oggi l’elenco dei convocati per il primo giorno di ritiro a Fara San Martino ci accorgiamo che di quei 25 elementi ne sono rimasti 7 (i fratelli Tafili, Gambuzza, D’Angelo, Ventrella, De Santis e Acquarola) con l’aggiunta successiva di Corrado e Formisano tornati a ritiro già iniziato. Questi ultimi due insieme a Vetrella e ai già citati capitan Henri Tafili e D’Angelo andrebbero ringraziati ed etichettati come “martiri” essendoci stati anche nella scorsa, complicatissima, stagione.

Anche lo staff tecnico, oltre ai tanti allenatori che si sono avvicendati, ha perso dei “pezzi” (Ferreyra e il preparatore atletico Carbonelli) ma anche sul fronte dei “direttori” non c’è mai stata grande chiarezza. In estate il presidente Zaami aveva affidato il ruolo di “manager all’inglese” a mister Rufini che ha operato sul mercato scegliendo e trattando con tutti i giocatori. Scelta non felice, poi è stato il turno del direttore sportivo Roberto Storelli la cui avventura a Vasto è durata poco più di due mesi. Da metà ottobre fino all’esonero comunicato, attraverso una Pec, alle ore 18 della Vigilia di Natale (24 dicembre).

Luigi D’Angelo: uno dei cinque “martiri” rimasti in biancorosso nelle ultime due complicate stagioni

Venuta meno anche questa figura la dirigenza biancorossa, ufficialmente, non ha mai riempito la casella del direttore sportivo in un organigramma già orfano di un direttore generale. Due figure che anche in realtà dilettantistiche hanno un peso specifico, due slot che i biancorossi non hanno più riempito fino al termine della stagione. Nel mese di gennaio l’ultima fase del mercato è stata portata avanti affidandosi a vecchie conoscenze, fantasiosi consulenti di mercato e direttori sportivi però mai ufficializzati. Una gestione errata, non paragonabile minimamente alle ambizioni annunciate solo qualche mese prima. La salvezza diretta di tre giorni fa è stata una boccata d’ossigeno che però non deve assolutamente cancellare i tanti errori commessi nei nove mesi di percorso. Si può e si deve ripartire da alcuni punti cardine prendendo ad esempio alcuni dirigenti che sottotraccia, con poche parole, tanti fatti (e soprattutto altro…) hanno retto una baracca che sarebbe potuta crollare da un momento all’altro.

Uno è Gianni Del Vecchio, pugliese entrato a inizio novembre come responsabile dell’area organizzativa e gestionale, senza mai andare in copertina è stato tra i “protagonisti” fuori dal campo di questa salvezza. Per la prossima stagione la Pro Vasto dovrebbe tenerselo stretto e aumentare i suoi poteri rendendo la sua figura ancor più centrale e operativa.

Il presidente Zaami con il vice presidente Di Lorenzo

Oggi si continua a festeggiare ma se una società vuole essere ambiziosa con i fatti bisogna riaccendere immediatamente i motori. Partendo con idee chiare, programmazione, organizzazione, tutte le pedine al loro posto e soprattutto un portafoglio con cui coprire tutte le spese, da agosto fino ad aprile altrimenti, di riflesso, è difficile auspicare risultati incoraggianti sul campo.

Sarebbe anche il caso di disfarsi, una volta per tutte, di figure doppiogiochiste, che ufficialmente ricoprono altri ruoli ma che, a conti fatti, a momenti alterni, comandano sulle dinamiche societarie partecipando a riunioni con dirigenti e giocatori. Prima il riordino dei quadri societari, il vero punto nevralgico e, qui, viene in mente una celebre frase pronunciata da Arrigo Sacchi: «Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti». Con il calcio, anche tra i dilettanti, non si scherza, chi si è scottato non è obbligato a restare in prima linea se poi non si riescono a rispettare tutti i patti.

Pro Vasto salva: festa sotto la d’Avalos

Poi la scelta di direttore generale e direttore sportivo. Due figure “vere”, operative e da stipendiare, non figuranti che promettono qualche sponsor senza però avere reali capacità calcistiche. Solo dopo la scelta dei due direttori può arrivare quella dell’allenatore, sperando che da luglio si arrivi con la stessa figura fino al termine della stagione. Per concludere il parco giocatori, a quello attuale, soprattutto a chi ha “tenuto botta” dal primo giorno di ritiro, va fatto un applauso per aver raggiunto l’obiettivo della salvezza diretta. Tanti sono andati via, altrettanti sono arrivati, alcuni non idonei alla categoria e al blasone della piazza ma altri, tra senior e under, sarebbero ottime fondamenta sulle quali costruire una rosa ambiziosa.

Nota di merito anche per i tifosi, il supporto alla squadra non è mai mancato, all’Aragona e lontano da Vasto. Meriterebbero, dopo tre stagioni in apnea e con pochissime gioie, di tornare a respirare l’aria del calcio che conta, nei piani alti del massimo campionato regionale per tornare a giocarsi traguardi ambiziosi. Tutte frasi già ripetute, più volte, negli ultimi tre anni, dopo i giorni di riposo dovranno arrivare quelli della riprogrammazione. Chi non riesce a reggere l’urto ha tutto il diritto di farsi da parte, per un programma reale di rilancio servono figure che mastichino quotidianamente e da anni la materia accompagnate da credibilità, passione e sentimento. La Pro Vasto vuole tornare a combattere a suon di vittorie: dopo tre stagioni difficili è finito il tempo della sopravvivenza, ora bisogna tornare a vivere e a splendere, magari, lottando anche per il ritorno in Serie D.

L’elenco dei giocatori (dal primo giorno di ritiro l’1° agosto all’ultima giornata di campionato, domenica 26 aprile) della Pro Vasto 2025/2026:

PORTIERI: Cattafesta, Coccia, Uras.

DIFENSORI: Gambuzza, Valerio, Corrado, Sannino, Morlando, Farucci, Martignetti, De Santis, Cela, Caterino, Rufini, , Luciani, Greggi.

CENTROCAMPISTI: Tafili H., Tafili E., Monteiro, Sputore, Conti, Urruty, Formisano, Maydana, Kone, Ferreyra, Conteh, Banda Mbaye, Martelli, Martiniello, Mecomonaco, Frazzano.

ATTACCANTI: D’Angelo, Megaro, Izzo, Ottaviani, Ventrella, Emane, Arquin, De Vivo, Meola, Bentos, Coco, Falciano.

IN GRUPPO MA SENZA MINUTAGGIO UFFICIALE IN ECCELLENZA (CAMPIONATO E COPPA): Acquarola, Galante, Cupaioli, Colanzi, Laccetti, Santone, Lella, Toro, Epifani.

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