Palloncini in cielo e le firme degli amici sul feretro di Andrea. Don Nicola: «Non coltiviamo odio, ma aiutiamo»

Ovunque noi saremo tu sarai. È la frase che accoglie chi arriva davanti alla chiesa di San Marco Evangelista, a Vasto, per l’ultimo saluto ad Andrea Sciorilli. Le stesse parole sono stampate sulle magliette indossate da amici e coetanei, insieme al suo volto sorridente e allo sfondo del mare con il Monumento alla Bagnante. Continuerai a vivere nei nostri cuori e Andrea vive: messaggi che accompagnano un dolore collettivo.

Gli amici firmano il feretro di Andrea

Centinaia di palloncini bianchi attendono sul sagrato di alzarsi in cielo al termine della funzione. Come centinaia sono le persone, soprattutto giovani, che riempiono la chiesa e il piazzale. Ci sono i colleghi di mamma Sabrina, i calciatori della Pro Vasto, con il presidente, Andrea Zaami, e il vice, Massimo Di Lorenzo, e rappresentanti istituzionali locali e regionali. Una comunità intera è ancora incredula. Il 21enne è stato ucciso domenica scorsa dal padre, Antonio Sciorilli, 52 anni, oggi detenuto nel carcere di Torre Sinello dopo la confessione. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, oggi è un giorno di tristezza.

A celebrare le esequie è il parroco, don Nicola Fioriti. Lo fa con riflessioni misurate e profonde: «Cercherò di dire in punta di piedi poche parole per accogliere il dolore di questa famiglia, con la consapevolezza che “l’intimo dell’uomo e il suo cuore sono un abisso”». Un abisso «in cui nessuno di noi ha il diritto e neppure la capacità di entrare», mettendo in guardia dalla tentazione di giudizio.

Durante la celebrazione, il parroco comunica anche una richiesta della famiglia, che invita gli amici, al termine della funzione, a firmare il feretro. «Siamo qui solo per accompagnare Andrea con la nostra preghiera, la sua famiglia con il nostro affetto», ricordando che accogliere il dolore «non significa giustificare il male, ma metterci in discussione».

«Questa famiglia in cui la morte in modo terribile ha fatto irruzione non è una famiglia senza amore», ma «forte come la morte è l’amore… dilaniati nel dolore, dilaniati nell’amore».

Il lancio dei palloncini (foto di Costanzo D’Angelo)

«Siamo chiamati a chiederci quanto sappiamo essere vicini a chi soffre, a chi cerca la vita, a chi si sente non accolto», ma anche «quanto sappiamo chiedere aiuto, aprire il nostro cuore».

E poi un monito: «Non coltiviamo sentimenti di rancore o odio gratuito. Oggi siamo qui per ricordare il cuore buono di Andrea». Quelle parole scritte sulle magliette diventano così un messaggio: «Dove noi saremo, tu sarai… che bello questo desiderio che racconta la bellezza di legami veri». Infine, l’invito a trasformare il dolore in responsabilità: «Se qualcuno soffre, aiutiamolo. Se qualcuno viene insultato, non alimentiamo odio. Se qualcuno cerca la vita, non offriamo morte».

All’uscita del feretro, coperto di rose bianche e rosse e di una sciarpa della Pro Vasto, i palloncini si alzano nel cielo. Resta il silenzio, rotto solo dal pianto e dalla canzone Gli angeli di Vasco Rossi.

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