Combattere la speculazione, che in questi giorni è tornata far sentire la sua voce sinistra e inaccettabile, «che sta portando l’autotrasporto italiano oltre il punto di rottura. Con Il rischio reale che i mezzi rimangano nei piazzali perché il viaggio costa più del guadagno». Chiede ossigeno la categoria dell’autotrasporto, e alla politica di passare dalle parole ai fatti attraverso misure urgenti come il rimborso immediato delle accise e la sospensione dei pagamenti fiscali e previdenziali: misure che permettano alle imprese di poter prendere respiro in un contesto di aumenti senza precedenti.

L’appello è stato lanciato sabato pomeriggio a Pescara dall’assemblea regionale delle imprese aderenti a Cna Fita Abruzzo, la sigla che associa le aziende – gran parte delle quali di piccole e micro dimensioni – aderenti alla confederazione artigiana abruzzese. Inevitabilmente, è stato soprattutto l’impatto che l’aumento pauroso dei costi del carburante provocati dal conflitto in Medio Oriente ha avuto in queste settimane con i conti aziendali, a fare da sfondo all’appuntamento dedicato ai problemi del settore, che all’impennata dei costi del carburante aggiunge quelli atavici come i costi di esercizio e i tempi di attesa per i pagamenti.

All’incontro, tenutosi nella sede Cna Abruzzo di via Cetteo Ciglia, hanno preso parte anche i vertici associativi nazionali: il presidente Michele Santoni e il coordinatore nazionale Mauro Concezzi.
«In appena poche settimane abbiamo assistito a un’impennata senza precedenti del costo del carburante, danno collaterale di una guerra che non abbiamo voluto – ha detto Concezzi – Abbiamo avuto ascolto, ma purtroppo le misure messe in campo dall’Esecutivo sono state rapidamente vanificate dalle manovre speculative che continuano a imperversare sul costo del carburante, e che in queste settimane si sono avvertite. Per questo servono interventi più strutturali, che vadano oltre la contingenza, e che devono poter trovare spazio già nella nuova manovra di bilancio, con sgravi e misure in grado di alleggerire la pressione sulle imprese di autotrasporto».










