A Vasto c’è un film che non è solo pellicola cinematografica, ma memoria collettiva. E’ Il posto dell’anima. Sono trascorsi 23 anni da quando quella pellicola arrivò nelle sale italiane, raccontando una storia di lavoro e dignità. Oggi, 29 marzo 2026, il film torna con una proiezione speciale in alcune sale italiane. Non a Vasto, questa volta, ma l’iniziativa è comunque è l’occasione per riaprire lo scrigno dei ricordi.

Gli attori
Nella locandina di queste proiezioni speciali, gli attori compaiono distesi in spiaggia o seduti su un tronco in un momento di pausa, immagine che a molti vastesi dice qualcosa di familiare. Silvio Orlando, Michele Placido, Claudio Santamaria e Paola Cortellesi sono i volti principali del film diretto da Riccardo Milani, che seppe raccontare il mondo del lavoro senza appesantirlo di retorica.
Il posto dell’anima narra infatti la vicenda di tre operai di una fabbrica di pneumatici del Centro-Sud, travolti dalla decisione di una multinazionale americana di chiudere lo stabilimento. Una storia di lotta e di precarietà, ma anche di amicizia, affetti e quotidiana ostinazione. La critica, all’epoca, lo accolse come una commedia amara dal forte respiro sociale, capace di intrecciare impegno civile e umanità.
Ritrovarsi nel film
Un film girato in diverse location della città, che per qualche tempo si trasformò in un set a cielo aperto. Tra i luoghi rimasti impressi nella memoria c’è Punta Penna, dove fu girata anche la scena dello sciopero dei lavoratori, una delle più simboliche dell’intero film. Un luogo in cui si intrecciano forza del paesaggio e mondo del lavoro col porto e le aziende. Le riprese del film trovarono ambientazione anche in altri angoli di Vasto, coinvolgendo tanti vastesi che parteciparono come comparse.
Per loro, rivedere il film significa anche cercare un volto conosciuto, un amico, un parente. O ritrovarsi, più giovani, in un frammento di pellicola.
Temi ancora attuali
I temi trattati nel film non hanno perso forza. Perciò questa proiezione non è solo un amarcord, ma anche attualità. Ci fa riscoprire un film che aveva messo a fuoco con lucidità e realismo questioni che, dopo oltre due decenni, sono ancora fondamentali per la vita di tante persone.









