“Ultimo atto”, a Vasto la mostra di Costantino Di Renzo

Nella cornice di Palazzo d’Avalos, torna protagonista l’arte contemporanea con la mostra di Costantino Di Renzo, intitolata Ultimo atto, ospitata nelle sale del Quarto della Marchesa. L’esposizione, sarà aperta al pubblico dal 16 al 31 maggio.

Promossa dall’associazione Acm Vasto con il patrocinio del Comune, rappresentato dall’assessore alla Cultura e Turismo Nicola Della Gatta, la rassegna offre un’occasione significativa per approfondire il lungo e articolato percorso di un artista che, nel corso di oltre cinquant’anni, ha saputo costruire un linguaggio autonomo e riconoscibile nel panorama internazionale.

L’inaugurazione della mostra prevista il giorno 16 maggio, ore 17.30, vedrà la partecipazione del sindaco della città Francesco Menna, affiancato dall’intervento di Della Gatta. A rendere ancora più significativa la serata sarà il contributo dell’attore Claudio Marchione, che declamerà alcuni passi della Divina Commedia di Dante Alighieri, mentre alla giovane critica d’arte Carla Di Renzo spetterà il compito di tracciare il percorso artistico del padre Costantino, offrendo al pubblico una lettura approfondita e partecipata della sua evoluzione creativa.

«Ultimo Atto si presenta come una sintesi densa e stratificata della ricerca del Maestro Costantino Di Renzo: non un punto di arrivo definitivo, ma una soglia simbolica, in cui memoria, visione e tensione concettuale convergono. La sua produzione, formatasi a partire dagli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma negli anni Sessanta, si è evoluta attraversando l’esperienza iperrealista per approdare a una forma di realismo concettuale, dove la precisione tecnica si accompagna a una riflessione profonda sul senso dell’immagine», spiegano gli organizzatori.

«Nel corso della sua carriera, segnata anche da esperienze internazionali negli Stati Uniti e in Australia, l’artista ha progressivamente ampliato il proprio linguaggio, includendo la scultura e la scenografia teatrale. Ne è derivata una pratica capace di muoversi tra pittura e spazio, tra visibile e invisibile, fino alle più recenti sperimentazioni in cui la superficie pittorica si frammenta e si ibrida con elementi plastici. Elemento distintivo della sua poetica è l’uso di un’ironia sottile e destabilizzante, che incrina la perfezione formale delle immagini e ne rivela la natura costruita. Le sue opere, dense di riferimenti culturali e letterari, si configurano come metafore visive della contemporaneità, capaci di indagare la fragilità e le contraddizioni dell’individuo moderno».

«In questo contesto, Ultimo Atto assume il valore di una riflessione ampia e articolata: un corpus di opere che richiama, tra suggestioni apocalittiche, riferimenti al sacro e rimandi alla tradizione dantesca, una dimensione sospesa tra passato e presente. Più che un epilogo, la mostra si propone come un invito a oltrepassare la superficie dell’immagine, per coglierne le stratificazioni di senso e la complessità concettuale».

Nella giornata conclusiva della mostra, il 31 maggio alle ore 17.30, oltre alla premiazione di Costantino Di Renzo, ci sarà un momento musicale di particolare rilievo: la performance al pianoforte di un giovane talento, che eseguirà musiche di Ludwig van Beethoven, Ferruccio Busoni e Claude Debussy, contribuendo a creare un dialogo armonico tra arti visive e musica.

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