«Abbiamo letto il progetto di riqualificazione approvato dalla giunta Menna di un piccolo tratto di corso Garibaldi, che vedrebbe l’abbattimento di tre pini, a causa del guano e della disconnessione dei marciapiedi. Ci sembra, come al solito, un progetto finalizzato più all’abbattimento degli alberi che non alla effettiva riqualificazione di nulla». I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Francesco Prospero, Vincenzo Suriani e Guido Giangiacomo, criticano l’amministrazione comunale di Vasto, che ha deciso di tagliare tre conifere pluridecennali per rifare una quindicina di metri di marciapiede.

«Si parla di accessibilità, si parla della necessità di spostare una pensilina, ma nel frattempo si spendono ben 23.000 euro per una presunta “riqualificazione” di pochi metri di marciapiede, sacrificando gli alberi. La cosa che duole di più, oltre al sacrificio del patrimonio verde pubblico, è che questa amministrazione, forte con i deboli e debole con i forti, è la prima a non rispettare il regolamento del verde urbano, da lei stessa approvato nella passata consiliatura. Tra i motivi per cui si possono abbattere gli alberi c’è solo quello della sicurezza, e non certo le pretestuose ragioni addotte da Menna e dalla sua giunta. In più, mentre per il cittadino privato che vuole fare lavori sul suo patrimonio verde sono previsti obblighi, perizie e sanzioni, il Comune – sostengono i tre rappresentanti di FdI – fa quello che vuole col verde pubblico, violando interi tratti del suo stesso regolamento. In un Comune dove non c’è nessun marciapiede privo di buche e crepe, si parte dall’abbattimento degli alberi storici di corso Garibaldi, miseramente sostituiti da due alberelli che interromperanno il filare e che, come sempre avviene in questi casi, verranno anche lasciati seccare dalla nostra sciagurata amministrazione. Chiediamo pertanto alla giunta – concludono Prospero, Suriani e Giangiacomo – di rivalutare questo progetto, ascoltando anche le denunce di comitati e associazioni ambientaliste presenti sul territorio, e di cercare una soluzione alternativa, meno costosa e meno impattante».









