«Grave carenza di responsabilità politica e amministrativa da parte della Regione, una situazione che rischia di compromettere investimenti strategici per il nostro territorio lasciandolo all’abbandono». Mario Enrico Testa, segretario dei Giovani Democratici dell’area vastese, interviene sullo stallo che sta interessando i lavori di potenziamento del porto di Vasto. Qui i lavori già appaltati dalla Zes sono fermi, mentre quelli per la diga foranea non sono mai partiti a causa di un iter autorizzativo ministeriale ancora non concluso.
Nei giorni scorsi, abbiamo fatto il punto sulla situazione, la pratica per la Valutazione d’impatto ambientale è ferma in attesa che la Regione invii le integrazioni richieste dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica:
Il rischio citato dai Giovani Democratici è la perdita di «ulteriori occasioni di sviluppo già affacciatesi sul nostro territorio, come il progetto di Renexia legato al parco eolico offshore. In assenza di un porto adeguato per logistica, assemblaggio e supporto alle attività in mare, Vasto potrebbe essere esclusa da investimenti strategici nel settore delle energie rinnovabili, rinunciando a un ruolo centrale nella transizione energetica e alle ricadute occupazionali e industriali che ne deriverebbero».
Tra le criticità riscontrate dalla commissione tecnica del Mase, inoltre, ci sono errori come la localizzazione del progetto nel territorio di Porto Empedocle (nel format della Vinca). Testa, per questo, parla di richieste ministeriali che «destano imbarazzo e sollevano interrogativi sulla superficialità con cui sarebbe stato gestito il procedimento. Le carenze segnalate sono tutt’altro che marginali: risultano assenti diverse planimetrie, manca il computo metrico; si riscontrano incongruenze, indicazioni errate, riferimenti sbagliati a documenti allegati e persino un’erronea localizzazione dell’intervento a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. È lecito chiedersi se si sia trattato di un frettoloso “copia e incolla” da un progetto relativo alla Regione Sicilia».

«Di fronte a tali criticità, riteniamo grave che si continui ad attribuire eventuali ritardi esclusivamente alla burocrazia ministeriale. Le responsabilità politiche sono evidenti e chiamano in causa, a partire dall’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Umberto D’Annuntiis, l’assessora allo Sviluppo economico Tiziana Magnacca, il consigliere regionale Francesco Prospero e il senatore Etelwardo Sigismondi, che più di altri dovrebbero avere a cuore le sorti del nostro territorio».
«Chiediamo quindi alla Regione – conclude Testa – di considerare il dossier al Mase una priorità assoluta: occorre trasmettere con urgenza una documentazione completa e corretta, garantire la massima trasparenza, chiudere nel più breve tempo possibile l’iter di Valutazione di Impatto Ambientale e assicurare tempi certi per il completamento dei lavori, salvaguardando i finanziamenti già stanziati e oggi sospesi in attesa delle integrazioni richieste».









