L’ex cementificio di Pescara si trasforma in hub turistico: fine lavori nel 2030

L’ex cementificio di Pescara diventerà un centro turistico con area eventi e per attività congressuali. Stamattina il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha visitato il grande cantiere nel quale da qualche mese è in corso la demolizione di alcuni dei manufatti che hanno caratterizzato l’area per decenni. Il sito produttivo di via Raiale era fermo dal 2015. Nel 2017, è stato acquistato all’asta dalla Calbit che inizialmente ha valutato la possibilità di riprendere la produzione di cemento, poi abbandonata per gli alti costi di ripristino degli impianti e per le differenti ambizioni di sviluppo di quell’area.

Il progetto di rigenerazione, da oltre 100 milioni di euro, portato avanti insieme alla Netlab prende il nome di Porta d’Abruzzo e mira a trasformare l’ex sito industriale entro il 2030 in un terminal turistico (definito «nave da crociera a terra» durante la presentazione di stamattina) con piscina, palestra, attività commerciali, teatro e un ristorante panoramico sul silos più alto dell’ex cementificio.

Secondo il cronoprogramma, entro il 2026 sarà completata l’approvazione del piano di rigenerazione urbana, mentre la demolizione terminerà a dicembre. Entro luglio 2026 si concluderanno le caratterizzazioni ambientali e le operazioni di bonifica. Tra il 2027 e il 2029 è prevista la fase di costruzione delle nuove strutture, con avvio delle attività nel marzo 2030. 

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