A quasi un anno dal cedimento lungo l’ex tracciato ferroviario nella Riserva naturale di Punta Aderci, la voragine è ancora lì. Sul litorale nord di Vasto rimane la frana del 28 marzo 2025.
Lo smottamento ha fatto crollare un tratto dell’ex ferrovia adriatica sul quale dovrà passare la Via Verde della Costa dei Trabocchi, la pista ciclopedonale di 42 chilometri che, una volta terminata, collegherà Ortona a Vasto. Un’infrastruttura da vent’anni ritenuta strategica per sviluppare il turismo naturalistico, ma da completare risanando non solo la frana all’interno della Riserva naturale di Punta Aderci, ma anche quella, ben più grave, di Lago Dragoni a Torino di Sangro.

Il cedimento si è verificato lungo uno dei tratti di maggiore pregio ambientale della costa vastese, un’area tutelata che convive da tempo con criticità legate all’erosione e alla fragilità del versante. Proprio per questo, già all’indomani della frana, era emersa la necessità di un intervento rapido per garantire sicurezza e continuità al tracciato ciclopedonale.

A distanza di 11 mesi, quel segmento resta interdetto. Ciclisti e pedoni sono costretti a utilizzare una variante provvisoria. Un percorso alternativo che allunga il tracciato di circa 7 chilometri, con evidenti disagi per chi percorre la Via Verde e con ricadute anche sull’attrattività del percorso. La primavera non è così lontana. Quando la temperatura tornerà a salire, gli amanti della bici continueranno a fare un giro più lungo e scomodo.









