«Chiamati a giochi fatti», i dubbi sul “nuovo centro”: «Così il cuore pulsante della città collassa»

Una “condivisione” del progetto arrivata solo quattro giorni prima del consiglio comunale, richieste ed esigenze inascoltate. Non mancano le reazioni all’annuncio dell’amministrazione comunale di San Salvo della volontà di partire, a poco più di un anno delle prossime elezioni, con la riqualificazione di via Roma e piazza Artese.

Natalia Di Virgilio

I due interventi – che si avvarranno di un mutuo – sono stati inseriti nell’annualità 2026 del Piano triennale delle opere pubbliche approvato ieri in consiglio comunale e non hanno suscitato prese di posizione sono all’interno dell’assise civica. A parlare a Chiaro Quotidiano è una delle commercianti di via Roma, Natalia Di Virgilio, titolare da circa trenta anni di una delle attività che hanno resistito alla chiusura delle saracinesche.

La radice del problema è innanzitutto nella mancata condivisione del progetto con i commercianti e con chi vive il centro. Gli ormai famosi rendering sono stati svelati nell’unica riunione tenutasi il 29 gennaio scorso, ovvero solo qualche giorno prima del consiglio comunale chiamato ad approvare il Piano triennale delle opere pubbliche. Alla presenza della sindaca Emanuela De Nicolis e delle assessore ai Lavori pubblici, Elisa Marinelli, e al Commercio, Carla Esposito, è stato svelato il progetto.

«La riunione c’è stata giovedì scorso, 29 gennaio, con invito arrivato solo la sera prima – dice Di Virgilio – Siamo stati convocati in extremis, non c’è stato neanche il tempo di presentarci con un’idea o proposta comune. Perché tutta questa fretta, perché si vota?».

La criticità principale è, secondo la commerciante, l’assenza di un numero adeguato di parcheggi. Marinelli, ieri, ha spiegato che i parcheggi – a fine intervento – saranno 180 distribuiti tra piazza Artese (demolizione scuola di via De Vito), via Cavour (grazie all’esproprio di un terreno) e inizio di via Roma (accanto alla villa).
«Il problema – continua Di Virgilio – è che non hanno previsto un parcheggio adeguato in prossimità del centro. È risaputo che questo è un problema annoso. Se si cambia l’arredo, si mette un po’ di verde, ma si chiude al traffico senza dare alle persone la possibilità di raggiungere le attività, queste moriranno».

Nell’unica iniziativa pubblica per presentare la «rivoluzione del centro storico» (il 20 maggio 2022, a ridosso delle Amministrative), sono stati illustrati interventi – realizzato dall’architetto Davide Longhi – che ora sono cambiati in modo significativo nelle parti riguardanti il tratto contestato di via Roma e piazza Artese. Nella piazza, infatti, grazie dalla demolizione della scuola di via De Vito e dell’ex sede di Poste e Democrazia Cristiana, si prevedeva un parcheggio sotterraneo, mentre, in superficie un parco con giochi per bambini e altri spazi per la sosta. In via Roma, secondo il progetto iniziale, pur con un cambio radicale della pavimentazione e l’eliminazione degli stalli di sosta, non si sarebbe chiuso il tratto alle auto.


Il tratto interessato

Per Di Virgilio la soluzione sarebbe «un parcheggio multipiano. Oggi è difficilissimo trovare un posto in centro anche perché molti degli spazi sono occupati dai residenti. Non si vuole affrontare neanche il discorso del parcheggio a pagamento che consentirebbe un certo ricambio e non si sa come saranno gestiti questi parcheggi di cui si parla. Ci sarebbe bisogno almeno del doppio dei posti previsti. Oggi la certezza è che con un progetto simile chiudiamo. Se si trattasse di sopportare solo il periodo dei lavori, accetteremmo di buon grado di fare sacrifici per un centro rinnovato e più funzionale. Invece, qui ti chiudono per il periodo dei lavori e poi per sempre, visto che le persone non ti potranno raggiungere. Non si possono fare esperimenti sulla nostra pelle».

Altra nota dolente è quella dei rendering diffusi dal Comune con una via Roma difficilmente riconoscibile. L’elaborazione grafica – a differenza di quella del 2022 – non sembra calata nella strada, ma mostra edifici a un solo piano che restituiscono un’immagine complessiva lontana dalla realtà. Inoltre, hanno tutti lo stesso colore, pur non essendoci più un piano colore, invece previsto dal progetto di Longhi (basato su tonalità di bianco e blu).
«Questi rendering lontanissimi dalla realtà rischiano di generare false aspettative. Tutti gli edifici sono sul nocciola, ma non è previsto un piano colore».

«Nessuno è contrario a una bella zona pedonale nella quale i bambini possono passeggiare liberamente tra aiuole e panchine, ma innanzitutto la gente ci deve arrivare – conclude Di Virgilio – Non c’è una visione, non basta iniziare col cantiere per mettere un’altra spunta sulle cose fatte. Oggi i tempi non sono maturi, perché manca l’elemento principale, il parcheggio: circostanza che danneggerà non solo le attività, ma chi il centro lo vuole vivere. Questo è il cuore pulsante della città e così rischia di collassare».

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