Al “Bucci” lavori al via: obiettivo riapertura nel 2026. Per il “Tomeo” ancora tutto fermo

Nel lunedì del pesce d’aprile, tra sarcasmo e ironia, gli ultras del San Salvo con uno striscione avevano lanciato il messaggio della riapertura del “Davide Bucci” facendo subito capire che si trattava di uno scherzo.

L’impianto sansalvese, chiuso ormai dall’ottobre del 2020, è stato tema di forte dibattito negli ultimi anni ma da fine 2024 a oggi qualcosa si è mosso. A novembre l’approvazione del progetto (leggi), a gennaio l’ufficialità dei lavori affidati a una ditta pescarese (leggi) per il completo restyling della tribuna coperta e il manto erboso.

A distanza di due mesi dall’affidamento dei lavori qualcosa al “Bucci” si muove, da qualche giorno sono iniziate le operazioni preliminari del cantiere con i lavori che entreranno nel vivo a breve, l’arrivo della gru è prevista per fine aprile. L’importo totale dei lavori ammonta a tre milioni di euro, con il Comune che ha stipulato un mutuo con il Credito sportivo del Coni. La piazza sansalvese si interroga ora su quando lo stadio tornerà ad essere agibile e fruibile, amministrazione comunale e la ditta incaricata dei lavori confidano nella riapertura entro l’aprile del 2026, se non addirittura con qualche mese d’anticipo. Vedremo cosa accadrà in questo anno ma è certo che il manto erboso, oggi fatiscente, tornerà al suo antico splendore in erba naturale. Qualora si fosse scelto il sintetico i tempi si sarebbero ulteriormente allargati.

Se sul “Davide Bucci” oggi ci sono più spiragli rispetto al passato, anche se dalla chiusura alla riapertura passeranno almeno sei anni, alcuni punti interrogativi, nel breve, ruotano intorno al “Vito Tomeo” di via Stingi. La “bomba” è esploda definitivamente a fine gennaio, prima, durante e soprattutto dopo il fischio finale della sfida persa contro la Pro Vasto. La capienza massima è fissata a 100 spettatori (così come gli impianti di Cupello e Vasto Marina) ma se in diverse occasioni era stato chiuso un occhio domenica 26 gennaio quel limite è stato rispettato. Facendo esplodere la rabbia dei tifosi sansalvesi che dopo aver seguito il match all’esterno dell’impianto hanno manifestato tutto il loro dissenso sotto il Comune (leggi). A metà febbraio è stata comunicata la volontà di ampliare fino a 500 spettatori (250 di casa, altrettanti ospiti) la capienza ma a distanza di oltre due mesi da quella domenica dei lavori, al momento, è tutto fermo (leggi). Niente ancora di ufficiale ma i lavori dovrebbero essere stati appaltati e qualcosa si saprà nei prossimi giorni riguardo i lavori per sistemare bagni e creare una nuova uscita di sicurezza (lato strada).

Tra fine stagione regolare e con la speranza di disputare i playout il San Salvo, ormai da metà marzo, ha deciso di traslocare nuovamente sul sintetico “portafortuna” di Cupello. Dove, nell’ultimo anno, dalle tre decisive sfide playoff di Promozione della scorsa stagione, alle ultime due del campionato in corso, in cinque partite ufficiali ha raccolto un pari e ben quattro vittorie. Tutte decisive, finora, per restare aggrappato al treno playout, guardando al prossimo mese e mezzo (in caso di playout) per la stagione restano sicuramente altre due partite di regular season (contro Cupello e Spoltore), poi una o al massimo due per i decisivi playout. Difficile che da qui al 18 maggio (ultima domenica ufficiale per l’Eccellenza) in un mese e mezzo il “Tomeo” riesca ad avere l’ampliamento della capienza, ecco perché il San Salvo dovrà evitare la retrocessione diretta e giocarsi tutto ancora a Cupello. Da ora fino ad agosto con quattro mesi a disposizione l’impianto di via Stingi avrà sicuramente (si spera) completato i lavori necessari per poter dare più certezze in vista della stagione 2025/2026. Per il “Bucci” bisognerà attendere ancora, deadline certe non ce ne sono ma ad aprile del 2026 si capirà se il San Salvo potrà finalmente tornare a “casa”.

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