Ispra, sì agli abbattimenti dei cinghiali nelle Riserve per evitare la peste suina

C’è il parere favorevole dell’Ispra ad abbattimenti e catture di cinghiali nelle Riserve naturali di Punta Aderci e Marina di Vasto. L’obiettivo dell’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale è evitare che il contagio da peste suina si espanda anche all’Abruzzo dopo essere arrivato nel Lazio.

Il documento è allegato alla procedura di Vinca (valutazione di incidenza ambientale) con cui il Comune chiede alla Regione Abruzzo di approvare il piano triennale per il monitoraggio e la gestione dei cinghiali nelle aree protette.

PARERE FAVOREVOLE – La lettera è firmata da Roberto Cocchi, responsabile dell’area pareri tecnici, e Pietro Genovesi, responsabile del servizio per il coordinamento delle attività della fauna selvatica. L’Ispra «esprime apprezzamento per il dettaglio della relazione inviata. Considerata la situazione epidemiologica attuale, che ha visto il recente incremento esponenziale del numero di casi di peste suina africana in Liguria e Piemonte, la comparsa della malattia in Campania, Calabria e Lombardia nonché la sua comparsa in regione Lazio», è «necessario fare riferimento prioritario al quadro normativo nazionale e comunitario».

L’Istituto condivide «la programmazione degli interventi proposta», ma «suggerisce di incrementare significativamente catture e abbattimenti della specie, assumento come obiettivo permanente l’eliminazione di tutti gli individui presenti nel minor tempo possibile», viste «la fortissima vocazionalità turistica e la vicinanza delle due Riserve a centri abitati, entrambi fattori che possono favorire la disponibilità di fonti alimentari antropiche e aumentare significativamente il rischio di contatto con la malattia, poiché l’infezione può essere trasportata attraverso cibo, materiali o veicoli contaminati».

Raccomanda di «utilizzare trappole mobili a rete, attualmente impiegate in diverse realtà italiane, che essendo particolarmente maneggevoli e facili da spostare, permetterebbero la cattura anche in aree normalmente non gestibili attraverso i tradizionali chiusini».

«Si invita altresì – si legge nella nota – ad assicurare l’adozione di misure rivolte a scoraggiare il ritorno dei cinghiali nell’area, individuando i siti di passaggio» e «apponendo specifiche recinzioni finalizzate a canalizzare i passaggi in punti dove è più facile allestire catture o abbattimenti selettivi mirati», inoltre evitare di attirsare i cinghiali nel centro abitato «attraverso un’adeguata attività di pulizia delle aree verdi pubbliche e private e dei margini stradali e, soprattutto, di pulizia dei rifiuti urbani». «Data la persistenza del virus della peste suina africana nel nostro Paese, si evidenzia la necessità che nell’ambito degli interventi di controllo, siano immediatamente segnalati alle autorità sanitarie competenti eventuali casi sospetti».

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