Rifiuti bruciati a Cupello, Di Florio: «Discarica bonificata e chiusa, ma ci sono abbandoni abusivi»

«L’area di contrada Strampanato non nasce come una discarica abusiva o non autorizzata, ma si tratta di un’area che, diversi decenni fa, veniva utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti secondo le modalità allora vigenti».

La sindaca di Cupello, Graziana Di Florio, interviene sul caso dell’area alle porte della cittadina incenerita dall’incendio di sabato, oggetto del nostro servizio video di ieri [GUARDA]. Ad andare in fiamme sono stati anche dei fusti abbandonati: testimonianza degli atti di inciviltà che continuano a registrarsi in quell’area una volta usata come discarica autorizzata.

La prima cittadina ricostruisce così la storia del sito: «Nel 1986, a seguito dell’emergenza conseguente al disastro di Chernobyl e dei provvedimenti adottati dalle autorità competenti, l’area fu usata anche per lo smaltimento di prodotti agricoli che non potevano essere destinati al consumo umano. La circostanza è documentata dalle ordinanze sindacali n. 84 del 4 maggio 1986 e n. 85 del 26 maggio 1986, tuttora agli atti del Comune. Successivamente il sito è stato chiuso e oggetto di interventi di bonifica».

«Negli anni seguenti, tuttavia, l’area è stata nuovamente interessata da episodi di abbandono abusivo di rifiuti. Proprio per contrastare questi fenomeni e tutelare il territorio, l’amministrazione comunale ha mantenuto alta l’attenzione sulla zona, anche attraverso l’installazione di fototrappole».

«È quindi importante distinguere le diverse fasi della storia dell’area: il sito originariamente utilizzato per lo smaltimento secondo le modalità dell’epoca, la successiva chiusura e bonifica e, negli anni successivi, gli episodi di abbandono abusivo».

Per quanto riguarda il materiale presente al momento del rogo, Di Florio dice: «L’incendio dei giorni scorsi merita naturalmente la massima attenzione. Qualora siano emersi materiali la cui natura debba essere verificata, saranno gli organi competenti ad accertarne la composizione e le eventuali conseguenze. L’amministrazione comunale continuerà a vigilare sulla situazione e ad attivarsi, ove necessario, nell’interesse della tutela del territorio e della salute dei cittadini».

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