Bancomat fatti esplodere, due arresti e una denuncia

Tre misure cautelari, di cui due in carcere e una con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, sono state eseguite dai carabinieri del Comando provinciale di Campobasso nell’ambito di un’indagine sugli assalti ai bancomat. Un quarto componente del gruppo è stato denunciato a piede libero. Le misure, disposte dal gip del Tribunale di Larino su richiesta della Procura frentana, riguardano esclusivamente i colpi messi a segno in Basso Molise tra settembre 2024 e marzo 2025.

L’indagine, condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Larino con il supporto dei militari di Termoli, è partita dopo l’assalto allo sportello Monte dei Paschi di Siena di Portocannone. Decisivo, spiegano gli investigatori, il repertamento di una traccia di sangue che ha consentito di identificare uno degli indagati.

Secondo l’accusa, il gruppo, composto da persone provenienti dal Foggiano e con precedenti specifici, avrebbe preso parte a quattro assalti, due dei quali portati a termine con un bottino complessivo di circa 70 mila euro. In un caso, alla filiale Unicredit di Santa Croce di Magliano, sarebbero stati utilizzati addirittura tre ordigni esplosivi, provocando ingenti danni all’edificio.

La cosiddetta marmotta è un ordigno artigianale costituito da un contenitore metallico riempito di esplosivo e inserito nella fessura di erogazione del bancomat. La deflagrazione distrugge il sistema di apertura della cassaforte, consentendo ai malviventi di impossessarsi del denaro. Si tratta di una tecnica particolarmente pericolosa, che provoca spesso gravi danni agli edifici e mette a rischio anche chi si trova nelle vicinanze.

L’operazione riguarda esclsivamente episodi avvenuti in Molise. Negli ultimi anni anche l’Abruzzo, in particolare la provincia di Chieti e soprattutto il Vastese, è stato più volte preso di mira dalle cosiddette bande della marmotta. Diversi istituti di credito sono stati assaltati con la stessa tecnica, causando danni ingenti alle filiali e alimentando l’allarme tra cittadini e forze dell’ordine.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *