Crollo ponte Trigno, nel fiume possibili ordigni bellici: si allungano i tempi di ricerche e ricostruzione

Un nuovo colpo di scena che non fa ben sperare sui tempi necessari per le ricerche di Domenico Racanati e il successivo ripristino del ponte della Statale 16 sul fiume Trigno.

È quanto emerge dal tavolo tecnico convocato dalla procura di Larino, tenutosi oggi, sulla vicenda del crollo dell’infrastruttura del 2 aprile. Il futuro della viabilità e delle ricerche del pescatore di Bisceglie che quel giorno era diretto a Ortona si intrecciano inevitabilmente. La priorità è trovare il corpo dell’uomo, poi si procederà al dissequestro di ciò che resta del ponte permettendo all’Anas di operare.

L’elemento nuovo, come raccontato dalla testata molisana Primonumero.it, è che l’ormai nota anomalia registrata dal magnetometro – a 70 metri dalla foce, quindi non sotto la campata crollata – relativa a una massa metallica potrebbe essere generata da varie fonti: la Fiat Bravo dell’uomo, un ordigno bellico inesploso o ancora altro. Un quadro che complica una situazione già delicata sotto più punti di vista.

Il dragaggio dovrà quindi essere preceduto da verifiche approfondite in grado di escludere ulteriori rischi. Un piano, questo, che richiede competenze specialistiche e mezzi particolari e che sarà messo a punto nelle prossime settimane.
I tempi sono destinati a lievitare così come l’angoscia della famiglia – che oggi ha assistito al tavolo tecnico – che da oltre tre mesi attende risposte.

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