«Non si possono annullare i canoni consortili, possibili sgravi. Le istituzioni sostengano l’ente»

No all’annullamento dei canoni, al massimo si potrebbero valutare sgravi per la componente irrigua. Nicolino Torricella, presidente del Consorzio di bonifica sud, interviene nel dibattito sulle richieste di annullamento dei canoni consortili per il 2026, avanzate dopo le criticità legate alla disponibilità idrica. A chiedere l’annullamento dei canoni era stato il consigliere regionale di minoranza Vincenzo Menna.

«Comprendiamo pienamente le difficoltà che stanno vivendo alcuni agricoltori e alcune imprese del territorio, ma è necessario evitare semplificazioni e speculazioni che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione – dice Torricella – Il Consorzio gestisce oltre 14mila ettari irrigui nelle vallate del Sangro, Osento e Trigno, e grazie alla gestione della rete e ai continui interventi di manutenzione messi giornalmente in atto dai nostri tecnici, l’erogazione del servizio irriguo è stata regolarmente effettuata, pur nei limiti imposti da situazioni puntuali di degrado e vetustà degli impianti in alcuni distretti». 

Nicolino Torricella

«Parlare di un servizio che “di fatto non esiste” è un’inesattezza che rischia di creare un ingiustificato allarmismo e non rende giustizia al lavoro incessante che si sta svolgendo per salvaguardare i raccolti e i redditi delle aziende agricole».

Torricella, inoltre, chiarisce la natura del canone che «non è il pagamento di un singolo servizio, ma sostiene un sistema di opere, manutenzione e tutela del territorio che continua a garantire benefici diffusi, anche in condizioni di emergenza. Per questo motivo, non è praticabile un annullamento generalizzato dei canoni, soluzione che metterebbe a rischio la tenuta stessa dell’ente». 

Il presidente, quindi, ricorda la possibilità «su richiesta e previa verifica, del riconoscimento di sgravi limitati alla componente irrigua nei casi di effettiva mancata erogazione del servizio, procedura da sempre in atto in questo ente».

L’occasione è infine utile per chiedere il supporto delle istituzioni: «Serve una presa di responsabilità a livello politico. Gli effetti dei cambiamenti climatici, la crisi idrica e le difficoltà del sistema irriguo non possono essere scaricate esclusivamente sull’ente e quindi sui consorziati. Occorrono risorse, interventi straordinari e una strategia strutturale».

Torricella, quindi, invita il consiglio regionale e, in particolare, i rappresentanti del territorio, «a farsi parte attiva per sostenere concretamente l’ente e accompagnarlo fuori dalle attuali difficoltà, rafforzando infrastrutture e capacità di risposta del sistema agricolo. Non servono misure demagogiche e parole che creano solo allarmismo, ma scelte serie e coraggiose per garantire un futuro sostenibile all’agricoltura e al territorio. Questa amministrazione consortile ha idee chiare su come agire, ma servono strumenti e risorse».

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