Sedicenne stuprata, domani udienza di convalida dell’arresto. Di Pangrazio: «Serve il pugno duro»

«Lo Stato deve assumersi la responsabilità di fermare episodi di questo tipo e non può scaricarli sulle città. Serve pugno duro». È l’appello lanciato dal sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, all’indomani della violenza sessuale ai danni di una studentessa di 16 anni, vicenda che ha profondamente scosso la comunità marsicana.

Per l’episodio è stato arrestato un giovane di origine egiziana, fermato dai carabinieri in flagranza di reato. Domani è in programma l’udienza di convalida dell’arresto. Il primo cittadino ha espresso vicinanza alla giovane vittima e alla sua famiglia, chiedendo una risposta ferma da parte delle istituzioni e maggiori strumenti di prevenzione e sicurezza sul territorio. Secondo quanto emerso dalle indagini, la ragazza è stata aggredita in una zona appartata della città. Determinante si è rivelato l’intervento di una residente che, accortasi di quanto stava accadendo, ha allertato il 112 e fornito elementi utili agli investigatori per ricostruire i fatti. Il giovane è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima e dalla sua condizione di minorata difesa.

«Nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti e degli accertamenti in corso, siamo di fronte a un episodio che richiede la massima attenzione e una risposta ferma», dichiara Di Pangrazio. «Qualora le responsabilità venissero accertate, l’autore di un gesto tanto grave dovrà risponderne senza alcuna indulgenza». Il sindaco ha inoltre rivolto un ringraziamento alla cittadina che ha dato l’allarme consentendo il rapido intervento dei carabinieri. «Ha saputo riconoscere tempestivamente una situazione di pericolo e ha permesso alle forze dell’ordine di intervenire rapidamente», ha sottolineato. Nella sua riflessione il primo cittadino ha infine richiamato l’attenzione sul tema della sicurezza urbana. «Fenomeni come questi richiedono regole chiare, verifiche costanti e un’efficace azione di prevenzione e sicurezza. Lo Stato, le istituzioni, le famiglie, la scuola e l’intera comunità sono chiamati a fare la propria parte».

(foto di repertorio)

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