Il caso di Domenico Racanati è stato affrontato ieri sera nel programma tv Chi l’ha visto? Il 56enne è disperso da due mesi, cioè dal 2 aprile, giorno in cui è crollato il ponte sul Trigno della Statale 16. In questi 60 giorni sono stati numerosi gli appelli dei famigliari alle istituzioni che ora hanno deciso di rivolgersi al noto programma tv condotto da Federica Sciarelli.

La nuova accorata richiesta lanciata durante la puntata andata in onda ieri sera [GUARDA], 3 giugno, è rivolto anche a eventuali testimoni di quanto accaduto, cioè agli occupanti dell’altra auto pare viaggiasse in direzione opposta e che ha incrociato la Fiat Bravo del marittimo di Bisceglie (Bari). La moglie del pescatore, Vanessa, ha detto ai microfoni Rai: «Il nostro appello è rivolto a chi si trovava sull’altra macchina che ha visto per l’ultima volta quella di mio marito. Ci contattino per darci informazioni su cos’è successo, com’è crollato il ponte, qualsiasi notizia utile».

L’ultimo contatto tra la donna e il marito c’è stato due minuti prima delle 9, quando il 56enne era in viaggio verso il porto di Ortona, dove avrebbe dovuto consegnare dei documenti per l’avvio dell’attività di pesca in proprio. Dopo due ore di silenzio e un messaggio vocale mai arrivato sullo smartphone di Racanati, la moglie si è accorta che l’ultima posizione dell’auto, registrata da un’app di geolocalizzazione, era sul ponte in territorio di Montenero di Bisaccia. Subito dopo, ha appreso dalle testate online del crollo dell’infrastruttura.

A ricordare le giornate di domenico e ad aggiungere nuovi elementi su quel ponte non transitabile per effetto dell’ordinanza emessa la sera precedente dall’Anas è stato il fratello Alessandro: «La domenica sera viaggiava verso nord e restava a Orona fino al giovedì-venerdì per poi tornare giù. Quel giorno anche alcuni miei compaesani che tornavano giù sono passati su quel ponte. Un mio amico è passato un quarto d’ora prima». Quest’ultimo è stato contattato telefonicamente dalla redazione di Chi l’ha visto e ha confermato di aver percorso il ponte poco prima di Racanti e di aver visto transitare altri veicoli, tra i quali un tir.

«Chiediamo più uomini e mezzi per la ricerca di mio marito. Due mesi sono troppi, questa storia non si deve chiudere così», la richiesta finale.
La procura di Larino continua a indagare sul caso. I famigliari sono convinti che l’auto di Racanati possa trovarsi sotto le macerie del ponte. Su questo fronte però – come si apprende sulla testata molisana Primonumero.it – la stessa procura non ha ancora concesso all’Anas il via libera alla rimozione delle macerie proprio perché le ricerche sono ancora in corso.







