Liste d’attesa in Abruzzo, il Pd: «Due richieste su tre non arrivano alla prenotazione»

Liste d’attesa, il Partito Democratico contesta la lettura dei dati fatta dalla Regione sullo stato della sanità abruzzese. Al centro della polemica ci sono i numeri pubblicati da Agenas attraverso il sistema nazionale di monitoraggio delle liste d’attesa, che secondo il Pd mostrerebbero un peggioramento del quadro complessivo nonostante alcuni miglioramenti registrati nelle prestazioni più urgenti.

«Sono dati ufficiali pubblicati da Agenas attraverso il sistema nazionale di monitoraggio delle liste d’attesa. Mentre nei comunicati istituzionali si enfatizzano alcuni miglioramenti registrati nelle classi di priorità più urgenti, il quadro generale certificato dal Pnla mostra un peggioramento degli indicatori complessivi», si legge in un comunicato del circolo Pd Giuseppe Di Vittorio di Pescara.

Nel dettaglio, secondo il partito, «per le prime visite la percentuale di rispetto dei tempi passa dal 77,0% al 73,6%, ancora più pesante il dato relativo agli esami diagnostici, che scendono dal 78,5% al 65,0%, con oltre tredici punti percentuali di peggioramento».

Il Pd richiama inoltre l’attenzione su un altro indicatore contenuto nel Piano nazionale di governo delle liste d’attesa. «Tra gli indicatori pubblicati dal Pnla ce n’è uno che merita particolare attenzione: solo il 33,7% delle prescrizioni di prime visite si trasforma effettivamente in una prenotazione all’interno del Servizio sanitario nazionale. Ciò significa che circa due richieste su tre non arrivano nemmeno alla fase della prenotazione effettiva».

Secondo il circolo pescarese, «i grafici mostrano come le maggiori criticità continuino a concentrarsi nelle prestazioni differibili e programmate, cioè quelle che interessano la parte più consistente dell’attività sanitaria».

Da qui la richiesta rivolta alla Regione Abruzzo di affrontare il tema partendo dall’insieme dei dati disponibili. «Basta propaganda, servono risposte. Di fronte ai dati ufficiali del PNLA non servono operazioni di maquillage statistico né comunicati autocelebrativi. Se alcuni indicatori mostrano segnali di miglioramento nelle classi più urgenti, questo non può cancellare il peggioramento dei dati complessivi certificati nel confronto tra il primo quadrimestre 2025 e il primo quadrimestre 2026».

Per il Pd, «la sanità si misura sulla capacità di garantire visite, esami e cure in tempi adeguati a tutti i cittadini, non sulla selezione dei numeri più convenienti da esibire nelle conferenze stampa». «Per questo chiediamo alla Regione Abruzzo di confrontarsi con l’intero quadro restituito dai dati ufficiali pubblicati da Agenas, senza omissioni e senza letture parziali».

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