Prima gli insulti e le minacce, poi il lancio di una bottiglia e l’inseguimento con un taglierino che ha costretto la vittima dell’aggressione a rifugiarsi in un bar. È successo il 30 aprile in via delle Caserme a Pescara.
La vittima dell’aggressione è Vincenzo D’Aquino, direttore del Fla (Festival di libri e altre cose) che ha raccontato quanto accaduto sul proprio profilo Facebook. Ad aggredirlo, invece, è stato un 46enne di Vasto, che da anni vive a Pescara in condizioni precarie.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per episodi passati, ha prima minacciato D’Aquino (che in passato ha anche aiutato il 46enne), poi gli ha scagliato contro una bottiglia di vetro che l’ha mancato e, infine, lo ha inseguito brandendo un taglierino. Il direttore del Fla ha cercato di difendersi usando lo spray al peperoncino prima di rifugiarsi dentro il bar.

L’aggressore è stato denunciato, dalla polizia, a piede libero per minacce aggravate. È proprio questa circostanza a preoccupare D’Aquino che, in un lungo post, scrive: «In queste settimane ho chiamato più volte le forze dell’ordine. Sono sempre intervenute. Sempre. Con una disponibilità, una pazienza e un’umanità che colpiscono, se li guardi da vicino. E con una sproporzione evidente tra quello che viene loro chiesto e quello che hanno a disposizione. Di questo, davvero, grazie. La cosa più difficile da mettere a fuoco è successa dopo. La sera stessa, quella persona era di nuovo in giro. Io stavo ancora mettendo insieme i pezzi, e lui era già fuori. È la legge, la rispetto. Ma resta una sensazione difficile da spiegare: nel tempo necessario per formalizzare una denuncia, chi ti ha aggredito è già libero. Come se il tempo delle conseguenze non riuscisse a tenere il passo con quello dei fatti».







