Proseguono le ricerche dell’auto caduta dal ponte sul Trigno il due aprile scorso. Ormai, ci sono pochi dubbi che si tratti del 53enne di Bisceglie (Bari) Domenico Racanati. L’uomo, come raccontato dalla moglie e da altri famigliari alle testate giornalistiche pugliesi, si stava recando a Ortona per della documentazione necessaria all’avvio dell’attività di pescatore.
Ieri, le operazioni sono state effettuate tra il tratto fluviale e l’area marina antistante, in condizioni ambientali complesse. Durante le attività è stata rinvenuta la targa dell’auto che corrisponde a quella della Bravo di Racanati. Il comandante dei vigili del fuoco di Campobasso, Gianfranco Tripi, ha spiegato all’Adnkronos le strategie messe in campo. L’attenzione è concentrata lungo il fiume, dal punto del crollo fino alla foce, ma anche lungo il litorale e in mare aperto, dove le correnti degli ultimi giorni potrebbero aver trascinato detriti o il veicolo stesso.
«Stiamo perlustrando tutte le aree possibili – ha detto Tripi – L’incertezza sulla dinamica dell’accaduto renda necessario ampliare il raggio delle ricerche. Non è infatti chiaro quanto tempo l’auto possa essere rimasta a galla prima di inabissarsi, un elemento che impedisce di restringere con precisione la zona di intervento. Le operazioni in acqua, tuttavia risultano al momento limitate. La forte corrente del fiume, ancora in piena, non consente agli operatori di immergersi in sicurezza. Oltre alla velocità delle acque, rappresentano un pericolo concreto anche i numerosi detriti trasportati dalla corrente, alcuni dei quali visibili e incastrati nella struttura del ponte crollato. Per questo motivo, in questa fase si lavora soprattutto da terra e con il supporto di mezzi tecnologici, come i sonar per l’esplorazione dei fondali. Parallelamente è in corso un’intensa attività di perlustrazione via mare, resa possibile grazie al coordinamento tra più enti. Accanto ai vigili del fuoco operano infatti la capitaneria di porto e la guardia di finanza, con mezzi navali e aerei».












