Da passerella precaria a «ponte che unisce»: inaugurata la nuova infrastruttura sul Sinello

Un ponte che unisce e che vuole essere il simbolo della collaborazione tra Comuni. Stamattina c’è stato l’atteso taglio di nastro della nuova infrastruttura che sovrasta il fiume Sinello. L’opera, finanziata con circa 1 milione di euro dal Pnrr, è in territorio di Guilmi, ma rappresenta un collegamento fondamentale per la Val di Sangro soprattutto per i cittadini di Roccaspinalveti e per completarlo c’è stato bisogno della sistemazione di un tratto di competenza del Comune di Montazzoli.

Con un’altezza di 4,5 metri e una lunghezza di 48, il ponte su tre campate è stato realizzato dalla ditta Franchella Angelo Eredi srl. Un’infrastruttura, anche se non di dimensioni eccezionali, complessa come per tutte le opere che ricadono nell’alveo di un fiume. Prima del ponte era presente una passerella che veniva letteralmente spazzata via dal fiume a ogni consistente pioggia [LEGGI]. La burocrazia ha fatto slittare i tempi e il taglio del nastro era atteso con ansia.

Presenti per il taglio di nastro oltre ai tre sindaci – Carlo Racciatti (Guilmi), Claudia Fiore (Roccaspinalveti) e Felice Novello (Montazzoli) – anche il consigliere regionale Francesco Prospero, il primo cittadino di Torino di Sangro Nino Di Fonso e, in rappresentanza di Carpineto Sinello, Vincenzo Bologna.

«Possiamo finalmente dire di aver risolto il problema – le parole di soddisfazione di Racciatti – Claudia e Felice sono state delle persone stupende, ci siamo incontrati e abbiamo deciso che il finanziamento doveva arrivare su questo territorio, è un ponte che servirà a tutte e tre le comunità. Questo territorio dimostra che c’è capacità progettuale».

«Per la prima volta si può parlare di una vera collaborazione tra Comuni – conferma Fiore – Carlo non ha seguito logiche di campanile, avrebbe potuto pensare a tante altre situazioni riguardanti solo Guilmi, ma non l’ha fatto. Spesso pensiamo che chi è sopra di noi non ci comprende, ma dobbiamo farci noi parte attiva e insistere perché siamo noi gli artefici del nostro destino».

L’«obiettivo» è stato centrale nell’intervento di Novello che non ha nascosto difficoltà e differenze di vedute, poi superate a favore di una visione più ampia: «È un’opera realizzata tra mille difficoltà burocratiche e discussioni tra noi sindaci. Non siamo andati sempre d’amore e d’accordo, ma abbiamo trovato la quadra sempre nell’ottica del territorio. Se ci chiudiamo nei nostri campanili, siamo finiti, per questo dobbiamo ragionare come territorio, non come singolo comune».

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