La riforma dei Comuni montani in Abruzzo: in 27 perderanno status e fondi riservati

Dai 1.700 Comuni della proposta dello scorso dicembre ai 3.750 con l’ultima bozza. Il coordinamento Montagna della Conferenza delle Regioni ha dato il via libera alla proposta di nuova classificazione per lo status di Comune montano” dopo i confronti tra Regioni e ministro degli Affari regionali, Roberto Calderoli. I numeri citati, in Abruzzo si tradurrebbero in 27 centri che perderebbero lo status citato e con esso i finanziamenti statali per istruzione, sanità e imprese. 
Della precedente geografia, disegnata dalla normativa del 1952, facevano parte 227 Comuni che, se dovesse essere confermata l’ultima bozza, scenderebbero a 200.

Guardiabruna (Torrebruna)

A tracciare una linea sono i nuovi criteri, non legati esclusivamente all’altitudine:
• almeno il 20% della superficie del territorio al di sopra di 600 metri di altitudine sul livello del mare e almeno il 25% del territorio comunale con pendenza superiore al 20%;
• altitudine media della superficie del territorio comunale pari o superiore a 350 metri sul livello del mare e almeno il 5% della superficie del territorio comunale con pendenza superiore al 20%;
• altitudine media della superficie del territorio comunale pari o superiore a 400 metri sul livello del mare (tale criterio vale al netto delle superfici di laghi, valli da pesca, stagni ecc.);
• altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri sul livello del mare.

Schiavi di Abruzzo

In virtù dei nuovi criteri, quindi, perderebbero lo status di “Comune montano” 14 centri in provincia di Chieti, 7 in provincia di Teramo, 5 in provincia di Pescara:
Chieti: Archi, Atessa, Casalanguida, Casoli, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Lentella, Monteodorisio, Roccamontepiano, Roccascalegna, Scerni
Teramo: Atri, Canzano, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Montefino, Notaresco
Pescara: Bolognano, Manoppello, Scafa, Penne, Turrivalignani

Sulla nuova proposta la decisione finale spetta al Ministro Calderoli. L’Abruzzo si è già espresso favorevolmente con l’assessore agli Enti locali, Roberto Santangelo, che ha commentato: «Ritengo positivo il risultato raggiunto dall’Abruzzo in sede di trattativa tra le Regioni, soprattutto alla luce della prima proposta molto più restrittiva presentata da Calderoli che fissava a 177 i comuni che potevano essere considerati montani. Con un’azione politica e di mediazione nella quale la Regione ha recitato un ruolo da protagonista, presentando una propria proposta che ha fatto da base alla decisione finale, siamo riusciti a portare a 200 i comuni, riuscendo in questo modo a contemperare tutti gli interessi. È importante in questa sede sottolineare che la nuova normativa che il Governo emanerà per delega del Parlamento renderà ancora più incisiva la politica di incentivi in favore dei comuni montani, in relazione soprattutto al Fondo per la Montagna (Fosmit). È infine importante ribadire che in sede di utilizzo della quota regionale delle risorse Fosmit 2025 la Regione terrà conto delle esigenze dei comuni compresi nell’elenco storico predisposto sulla base della legge del 1952, ma che non rientrano nei nuovi criteri di classificazione».

Luciano Piluso

«Io sarei stato più restrittivo», è invece il parere del sindaco di Schiavi di Abruzzo, Luciano Piluso che nelle scorse settimane ha riunito i sindaci sull’argomento. «All’interno di questo gruppo di Comuni individuati dai nuovi criteri, farei una divisione dando tutele maggiori a chi vive proprio in montagna soffrendo lo spopolamento, la distanza dai grandi centri, dagli ospedali, dalle scuole e affrontando maggiori spese quotidiane come quelle per il riscaldamento. La politica deve decidere se si devono far vivere o no queste zone». Al centro del suo commento c’è la maggiore divisione delle risorse messe a disposizione tra Comuni con importanti differenze di posizione, geografia ecc.
La prossima settimana, intanto, a Gamberale si terrà una nuova riunione dei sindaci dalla quale dovrebbero uscire le osservazioni a questa nuova proposta di sforbiciata.

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