La Fp Cgil Chieti esprime forte preoccupazione per la riduzione del contributo regionale destinato alla Rada Rp (Residenza Assistenziale protetta per Disabili Adulti) “Il Castello” di Crecchio. La struttura accoglie 40 persone con disabilità gravi e ad altissimo fabbisogno assistenziale, valutate non dimissibili secondo le indicazioni cliniche dell’Uvm. Il taglio è drastico: ammonterebbe a oltre 180mila euro annui.
Il segretario generale Fp Cgil Chieti, Giuseppe Rucci, e quello della Sanità privata Fp Cgil Chieti, Daniele Leone, non nascondono la preoccupazione per un taglio che «già sta producendo conseguenze inaccettabili, con dimissioni forzate e ricadute immediate sulle famiglie, sulla continuità assistenziale e sui livelli occupazionali». Per questo chiedono a Regione e Asl Lanciano Vasto Chieti di «fare chiarezza urgentemente» rompendo «il silenzio assordante che sta caratterizzando questa vicenda».

«Qui non è in discussione solo un capitolo di spesa – dicono i due in una nota – È in discussione la tenuta della rete di cura nei setting ad alta complessità. In questi percorsi, l’assistenza non è sostituibile “a mercato” né trasferibile dall’oggi al domani: significa programmi assistenziali, équipe, sicurezza, stabilità clinica, tutela della dignità della persona. Ogni riduzione improvvisa e non concertata delle risorse genera inevitabilmente una catena di effetti quali: interruzione dei percorsi, aggravio sulle famiglie, aumento del rischio clinico e sociale, pressione indebita sugli operatori».
«In queste condizioni, “tenere in piedi” i servizi diventa ogni giorno più difficile. E quando la sostenibilità viene cercata attraverso tagli lineari, il prezzo lo pagano i pazienti, i lavoratori e le famiglie. Per questo chiediamo con urgenza il ripristino immediato del contributo originario o, in alternativa, una misura ponte che garantisca continuità assistenziale e scongiuri dimissioni improprie; trasparenza su criteri, atti e valutazioni che hanno determinato la riduzione; apertura immediata di un tavolo istituzionale con Regione, Asl, direzione della struttura e organizzazioni sindacali, per soluzioni strutturali e verificabili; un percorso regionale di revisione e adeguamento delle condizioni economiche e programmatorie della rete di cura, a partire dai servizi accreditati ex art. 26, evitando che la tenuta del sistema sia scaricata su chi cura e su chi è curato».
«Serve un impegno politico-amministrativo chiaro: la sostenibilità del sistema non può essere perseguita trasferendo oneri su famiglie, lavoratrici e lavoratori e strutture, ma attraverso un percorso condiviso di responsabilità, programmazione e adeguamento delle risorse per l’assistenza alle fragilità. Impegno politico che deve anche farsi carico di migliorare la condizione economica delle lavoratrici e dei lavoratori il cui Ccnl della sanità privata non viene rinnovato da più di un decennio.









